Troppi incidenti con il car sharing e adesso arriva la scatola nera

La decisione di Enjoy: già sei episodi gravi nel 2016 “Così controlleremo il comportamento al volante”

Una questione di stile, di guida. E di cultura, della condivisione, che forse ancora manca. Le 500 rosse a noleggio di Enjoy, il servizio di car sharing italiano lanciato da Eni in collaborazione con Fca, entro fine luglio avranno tutte una scatola nera a bordo. Un sistema che controlla il comportamento al volante e, soprattutto, permetterà di ricostruire la dinamica degli incidenti.

Una decisione presa dopo i diversi episodi che hanno visto coinvolte le vetture del servizio negli ultimi mesi, in particolare a Torino e Milano. Sei episodi dall’inizio dell’anno, gli ultimi due, piuttosto gravi, si sono verificati a fine giugno. Due botti nello stesso giorno in due delle cinque città (oltre ai due capoluoghi del Nord ci sono anche Roma, Firenze e Catania) dove è possibile vedere sfrecciare le 500 in condivisione. I responsabili del servizio non hanno comunicato una statistica dei sinistri. Riconoscono che gli scontri sono una delle ragioni che ha portato all’installazione del sistema di monitoraggio, ma parlano di «un tasso di incidentalità non allarmante». La scelta sarebbe finalizzata a incentivare «un buon uso del mezzo». Il computer di bordo registrerà urti, frenate improvvise e stabilirà la velocità tenuta durante l’uso.

La vulgata vuole che chi usa le vetture in condivisione, non solo quelle di Enjoy — che in Italia si divide la maggior parte del mercato con il servizio Car2go, garantito dalla Daimler con le Smart — abbia l’abitudine di andare più veloce del consentito per pagare di meno. La maggior parte dei servizi affianca alla tariffa chilometrica quella a tempo, ma dai gestori di Enjoy arriva una spiegazione un po’ diversa: «Non si tratta di andare veloce per risparmiare, ma di una scarsa attenzione alla cura della vettura». Concorda anche uno dirigenti della polizia municipale di Torino al comando delle squadre che intervengono in caso di incidente: «Chi usa il car sharing presta meno attenzione allo stile di guida perché l’auto non è sua e quindi anche se si danneggia non deve ripagarla — ragiona Ivo Berti — A questo va aggiunto che la scarsa conoscenza della macchina che si guida può indurre in errore ». La scatola nera aiuterà anche i vigili. Se infatti la 500 coinvolta nell’incidente del 25 giugno a Torino avesse avuto il sistema di monitoraggio, il lavoro della municipale per ricostruire chi sia passato con il rosso si sarebbe già concluso.
Enjoy però ne fa anche una questione filosofica. Nella lettera in cui annuncia agli abbonati la decisione lancia un appello: «Per la tua sicurezza e quella degli altri ricordati di adottare sempre uno stile di guida responsabile ». Non tutti hanno ancora introiettato la necessità di rispettare il mezzo che si usa, anche se solo per pochi minuti. Così capita di vedere macchine che sfidano marciapiedi troppo alti, pur di parcheggiare, o che sfrecciano a velocità eccessive su strade dissestate. I gestori sperano che con la nuova strumentazione gli automobilisti migliorino la guida e che così si riducano i costi di manutenzione: «Non manderemo la segnalazione ai vigili ogni volta che si supera il limite di velocità — assicurano — Se però ci fossero comportamenti scorretti sapremo a chi dare la responsabilità ». Chi si abbona a Enjoy accetta un regolamento che prevede penali salate e la cancellazione per chi pensa di trovarsi alla guida di una Rossa, quella Ferrari però, durante il Gp di Montecarlo.

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