In tabaccheria come in banca: arrivano polizze, prestiti e c/c

Non di sole sigarette e francobolli vivono da tempo le tabaccherie, che hanno spalancato le porte a pagamenti elettronici, ricariche, piccole pratiche fiscali. Non di sole (costose) filiali vivono ormai le banche, sempre più multicanali ma comunque attente a non perdere quel rapporto di prossimità con la clientela.

Questi due mondi, entrambi in profonda evoluzione, stanno per incontrarsi in un vero e proprio matrimonio di interessi che nei prossimi mesi vedrà i prodotti marchiati Banca5 entrare nei 20mila punti vendita affiliati a Itb, la banca dei tabaccai.

Dietro al progetto, che giovedì prossimo verrà lanciato a Roma, c’è Intesa Sanpaolo, che a dicembre ha perfezionato l’acquisizione del controllo totalitario di Banca Itb, di cui già deteneva il 10% del capitale e nominato il nuovo board: presieduto da Mario Boselli, già al vertice di Setefi (appena ceduta) vi figura tra gli altri il capo della Banca dei Territori, Stefano Barrese, mentre al momento non compare Francesco Marrara  (l’assenza del fondatore di Itb, è temporanea e legata a motivi personali, e da parte della nuova proprietà c’è la volontà al suo rientro di integrarlo nella carica di Amministratore Delegato). Fondata nel 2008, Itb oggi è la prima banca online in Italia, capace di generare un utile netto di 8,5 milioni nel 2015 (su 38 milioni di ricavi) grazie a un’incidenza pari al 95% della componente commissionale per lo più generata dai servizi di pagamento e incasso – multe, bollettini postali, ricariche telefoniche, ticketing, voucher Inps – effettuati attraverso una piattaforma informatica sviluppata e posseduta da Itb.

“Intesa Sanpaolo ha acquisito il controllo totalitario di Banca Itb, di cui già deteneva il 10% del capitale e nominato il nuovo board”

ei piani di Intesa c’è la volontà di sviluppare ulteriormente questo versante, ma intanto la nuova capogruppo proporrà ai tabaccai di riservare parte della superficie commerciale all’offerta di propri prodotti bancari. Come? Secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore, sul modello delle “smart box” – il progetto è quello di insediare all’interno dei punti vendita spazi espositivi con alcuni prodotti bancari “light”: carte di pagamento, piccoli prestiti personali, conti, polizze auto e capofamiglia, versioni semplificate e pronte per l’uso dei prodotti del gruppo offerti in filiale.

Per i tabaccai, l’occasione di allargare l’offerta e i ricavi, tra l’affitto degli spazi e la ricarica degli espositori (proprio come avviene oggi per le sigarette). Per la BdT di Intesa, la possibilità di offrirsi a 25 milioni di potenziali clienti, solo in parte del gruppo, e allargare la propria rete fisica di 22mila punti vendita (che si aggiungeranno alle 3.500 filiali e i 7mila bancomat), proprio mentre prosegue la riduzione degli sportelli. Certo, in tabaccheria non si potranno fare gli investimenti, ma prodotti più semplici, di instant banking come per esempio i bonifici; il cliente inoltre potrà acquistare il cofanetto a cui è interessato e si registrerà attraverso la piattaforma digitale di Itb e quindi per l’attivazione contatterà la filiale digitale di Intesa Sanpaolo.

Non a caso, i prodotti saranno marchiati Banca5, uno dei progetti di sviluppo della Banca dei Territori (a cui è stato affidato lo sviluppo della sinergia con Itb) che nel piano d’impresa 2014-17 puntava a raddoppiare l’estrazione di valore dai 5 milioni di clienti con cui Intesa aveva una relazione poco sviluppata: un conto, una carta, al massimo una polizza. Nel 2013 mediamente questi clienti generavano ricavi per 70 euro a testa, oggi siamo saliti a 120 e l’obiettivo è di approdare a 140 entro i prossimi 12 mesi. Lo sbarco nelle tabaccherie, che inizierà in primavera e si svilupperà per tutto il 2017, consentirà invece di ampliare la base clienti, in fasce di popolazione – ad esempio giovani e immigrati – che con la filiale hanno poca o scarsa frequentazione. E i tabaccai sono solo il primo passo di una strategia che potrebbe essere applicata anche altrove: tra gli obiettivi del progetto, c’è quello di “realizzare un modello di business potenzialmente replicabile in Italia e all’estero, con altre reti distributive non bancarie, facendo leva su una piattaforma IT replicabile e su expertise di prodotto”, si leggeva in una nota di Intesa Sanpaolo diffusa a dicembre.

Via Sole 24ore

Categorie Assicurazioni,Mutui e prestiti,News

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