Surroghe mutuo: lo scenario 2017 tra conferme e novità

Le surroghe sono state per tutto lo scorso anno l’asse portante del mercato mutui.

Come ormai quasi tutti sanno, la Legge Bersani del 2007 ha concesso la possibilità per un mutuatario di trasferire a costo zero il proprio mutuo ipotecario da un istituto di credito all’altro, beneficiando di migliori condizioni.

Le previsioni per il 2017 sono completamente diverse.

La Bce ha confermato il Qe per tutto l’anno in corso, anche se l’importo mensile è passato da 80 a 60 miliardi di euro. Questo significa che i mutui a tasso variabile si manterranno sui livelli attuali, mentre è previsto un aumento per i mutui a tasso fisso, legato all’indice Eurirs, in risalita già a partire dallo scorso luglio.

Che ne sarà allora delle surroghe che tanto hanno fatto parlare nel 2016?

Pur subendo una battuta d’arresto, continueranno ad essere tra le principali richieste del mercato, anche se con caratteristiche diverse. Il motivo è semplice: nell’arco degli ultimi due anni i tassi si sono abbassati vertiginosamente, per cui, anche per chi ha già surrogato, potrebbe essere conveniente ripetere l’operazione. E’ il tema della “surroga della surroga”: mentre una volta si poteva tendenzialmente rottamare un mutuo una volta sola, ora le banche guardano con meno sospetto i surrogatori seriali, introducendo criteri di ammissibilità meno restrittivi.

Modificare le condizioni del mutuo non è solo un diritto di ogni mutuatario, ma è anche indice di cultura finanziaria, “visto che l’andamento dei tassi di un mutuo è paragonabile a quello di qualsiasi altro investimento, che sia un fondo o un BTP”. Per gli istituti di credito la rinegoziazione ripetuta nel tempo è in primo luogo un modo per accaparrarsi nuovi clienti in un mercato sempre più competitivo. Inoltre permette di operare su quel segmento di mutuatari che, a fronte di un tasso variabile potenzialmente in crescita negli anni futuri, optano per il tasso fisso.

Nel 2016 l’80% delle surroghe ha riguardato passaggi dal tasso variabile a quello fisso, presumendo che da questa tipologia di contratti difficilmente ci si sposterà.

Se si decide di optare per una surroga, è bene ricordare che ha effetto solo se concorrono tre condizioni:

  • il mutuo e la quietanza devono risultare da atto avente data certa;
  • nell’atto di mutuo occorre specificare la destinazione della somma mutuata;
  • nella quietanza deve essere esplicitata la dichiarazione del debitore circa la provenienza della somma impiegata nel pagamento. Se il debitore lo richiede, il creditore non può rifiutarsi di inserire nella quietanza tale dichiarazione.

Forse non tutti sanno che, anche per le surroghe, non è possibile inserire clausole vessatorie per il cliente, quali ad esempio il divieto di estinzione anticipata del mutuo o l’addebito spese/commissioni per la concessione del nuovo finanziamento (vedi art 120- ter del T.U.B e art. 120-quater, quarto comma T.U.B).

Categorie Assicurazioni,News

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