Polizze unit linked: banche ed assicurazioni devono risarcire i clienti

Le polizze unit linked sono contratti di intermediazione finanziaria ed i risparmiatori possono chiedere il rimborso delle somme investite.

A stabilire quanto appena detto sono due sentenze, una della Corte d’Appello di Bologna e una del Tribunale di Ravenna.

La prima riguarda di una polizza Po Vita, alienata da una banca per un’impresa assicuratrice.

Già il Tribunale di Parma aveva accolto la domanda con ordinanza, dopo un procedimento durato pochi mesi, e condannato l’istituto di credito al risarcimento dei danni pari alla somma investita di 14.614,50 euro, oltre interessi.

Dopo l’appello della banca, la Corte d’appello di Bologna con sentenza n. 1360/17 ha respinto il gravame e confermato l’appellata sentenza, riformandola però in motivazione, come richiesto dall’avvocato Giovanni Franchi di Parma.

La domanda è stata, infatti, accolta, in quanto è stato ravvisato il difetto del contratto generale d’investimento, richiesto dall’art. 23 T.u.f. per la validità degli investimenti bancari.

La seconda sentenza è la n. 591/17 del Tribunale di Ravenna, ottenuta da una risparmiatrice contro Ergo Previdenza, con la condanna di quest’ultima a rifonderle la somma di 6.952,99 euro, oltre interessi e rivalutazione monetaria, così da arrivare a circa 10.000 euro.

La stessa era stata convinta dalla compagnia a stipulare 6 pseudo polizze assicurative, denominate “Attiva per Te” col versamento della complessiva somma di 31.000 euro, ma ricevendo alla scadenza una somma inferiore di 6.952,99 euro.

Il Tribunale, come richiesto dall’avvocato Giovanni Franchi di Parma, ha escluso che nel caso in questione fossimo al cospetto di vere e proprie assicurazioni, in quanto la restituzione della somma versata non era certa, ma subordinata al valore di titoli di credito. Visto che il contratto, in quanto avente ad oggetto un investimento finanziario, doveva ritenersi sottoposto alle norme del d.lgs. n. 58/98 (T.u.f.), il giudice ha ritenuto che fossero mancate le informazioni prescritte dall’art. 21 di quel provvedimento e condannato Ergo al risarcimento del danno.

L’avvocato Franchi ha dichiarato:

“Non è questa la prima volta che si ottiene per un risparmiatore una condanna di Ergo ma è soprattutto importante che queste polizze, come le Po Vita e ogni altra definita index o unit linked, siano qualificate dalla giurisprudenza come contratti di intermediazione finanziaria e sottoposti alla normativa del T.u.f.. Dal che discende che chi ha fatto questi contratti, ossia pseudo assicurazioni connesse a investimenti bancari, ha una notevole speranza di recuperare i denari perduti”.

Via simply biz

Categorie Assicurazioni,News

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