Riforma pensioni senza penalizzazioni: ma sul prestito si pagano gli interessi

La riforma pensioni prevede l’uscita ancticipata senza penalizzazioni ma sul prestito concesso prima del raggiungimento dei requisiti anagrafici previsti si pagano gli interessi. Ecco a quanto ammontano

Sono stati resi noti i primi dettagli sulla riforma pensioni allo studio del governo. Occhi puntati soprattutto sulle previsioni per la restituzione del prestito pensionistico. L’APE prevede interessi che potranno arrivare al 15% dell’assegno. Non sono però previste altre penalizzazioni sull’assegno.

Riforma pensioni: a chi si rivolge l’APE

L’uscita anticipata tramite APE si rivolge a chi ha almeno 63 anni e 7 mesi (62 e 7 mesi per i lavoratori privati). Per accedere alla pensione anticipata questi lavoratori potranno richiedere un prestito bancario, garantito dallo Stato ma veicolato dall’Inps. L’ente previdenziale in pratica anticiperà l’importo per tutti gli anni mancanti.

Il prestito va restituito in 20 anni con interessi fino al 15%. La percentuale maggiore graverà sui cd esodi volontari, ovvero per i lavoratori che scelgono di ritirarsi prima del lavoro.

La decurtazione temporanea a cui ha fatto riferimento Nannicini avrà quindi una durata di venti anni. Non ne sono però previste altre. Una volta ripagato il prestito per intero, il lavoratore godrà dell’intera pensione.

La riforma pensioni APE con prestito è pronta a debuttare, per il momento in fase sperimentale fino al 2019 per tutti i nati a partire dal 1951.

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