La maggior parte delle aziende ha una falsa percezione della sicurezza dei dati

La maggior parte delle aziende hanno una percezione ormai vecchia della sicurezza dei dati. Oggi infatti qualsiasi azienda all’interno dei propri computer ospita e conserva dati personali ed aziendali, anche una semplice rubrica di email può essere compromessa.

 

Queste conclusioni fanno parte del Vormetric Data Threat report 2016 pubblicato dalla società di analisi 451 Research & Vormetric, leader nella sicurezza dei dati aziendali.

La quarta relazione annuale, ha intervistato 1.100 dirigenti responsabili della sicurezza IT senior di grandi aziende in tutto il mondo, in merito ai dettagli del volume delle violazioni dei dati, alla percezione delle minacce, alle risorse per la sicurezza dei dati ed ai piani di spesa IT in sicurezza. Lo studio ha esaminato gli ambienti dei dati cloud e fisici, virtuali e non.

La cattiva notizia: il 91% delle aziende sono vulnerabili alle minacce, non prendono in considerazione misure di sicurezza IT come richiesto dalle norme di settore o dalla regolamentazione vigente.

“I risultati critici illustrano che le aziende continuano a considerare il minimo rispetto della sicurezza, nella convinzione che soddisfi i requisiti di conformità, e che tutto questo sia sufficiente, anche se i dati dimostrano che le violazioni dei dati aumentano anche in organizzazioni certificate come conformi”, Garrett Bekker, analista senior in sicurezza aziendale, ed autore del rapporto sostiene: “Gli investimenti in sicurezza informatica si sono dimostrati non all’altezza, la maggior parte delle volte fortemente focalizzati sulle difese perimetrali che, sistematicamente sono inutili per fermare le violazioni e gli attacchi informatici sempre più sofisticati”.

Bekker ha sottolineato che “Il rispetto non garantisce la sicurezza, come si è appreso da incidenti con furto di dati in grandi aziende con elevati requisiti di conformità (come Inno, Home Depot e altri), essere certificati non significa necessariamente essere al sicuro. “

Anche in Italia gli investimenti in prodotti assicurativi contro rischi informatici sembrano stentare a decollare, il motivo è sicuramente da ricercarsi nella scarsa cultura digitale del nostro paese, che solo adesso sta iniziando ridurre il gap digitale con il resto d’Europa.

Il mercato delle assicurazioni contro rischi informatici può rivelarsi come il prossimo boom per il settore, iniziare ad approntare prodotti ed offerte da inviare alle aziende può rivelarsi un’ottima scelta strategica.

Tra i risultati dello studio:
Tassi di violazione dei dati sono in aumento, con il 61% dei casi con almeno una violazione in passato (il 22% nel corso dell’ultimo anno, e il 39% nell’anno precedente).
Il 64% degli intervistati crede che la conformità sia molto o estremamente efficace nel prevenire le violazioni dei dati, il 58% nello scorso anno ed il 46% complessivo, pensa che la conformità alle richieste di sicurezza sia stata anche la scelta giusta per individuare le priorità di spesa della sicurezza IT.

I settori particolarmente focalizzati sulla sicurezza dei dati aziendali includono sanità (61%) e dei servizi finanziari (56%).

Considerazioni globali
Il rapporto rileva inoltre significative differenze nei driver principali per le strategie di sicurezza dei dati in tutto il mondo:
I requisiti di conformità sono stati top driver negli Stati Uniti (54%), Australia (51%) e Germania (47%).
Reputazione e protezione del marchio sono stati i capitoli di spesa più importanti del Regno Unito (50%) e Messico (58%)

Prima o poi il tema della sicurezza digitale dovrà essere affrontato anche nel nostro paese, il settore assicurativo è una parte importante del processo strategico di messa in sicurezza dei dati.

Categorie Assicurazioni,News,Tecnologia

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