Regolamento IVASS sui Reclami: gli Agenti in sezione A sono forse di Serie B?

La relazione di accompagnamento al provvedimento IVASS che modifica il Regolamento 24-2008 sulla gestione dei reclami, contiene una dichiarazione di principio che sembra finalmente andare nella direzione, da sempre auspicata dagli intermediari, del riconoscimento della loro capacità di autodisciplina fondata sulla professionalità, sulla trasparenza e sulla correttezza.

Troppo bello per essere vero?

Aderendo alle linee guida emanate dall’EIOPA, l’IVASS dichiara di aver modificato il Regolamento in questione “allo scopo di introdurre, all’interno del mercato assicurativo, quella cultura della trasparenza e della correttezza comportamentale cui deve ispirarsi lo svolgimento dell’attività di intermediazione assicurativa. La corretta gestione delle relazioni intercorrenti tra gli intermediari e i propri clienti, infatti, può avere ricadute positive sul funzionamento del mercato e sulla qualità dei servizi erogati, stimolando l’attivazione di processi di auto-correzione e di reciproca informazione”.
Ai broker, infatti, è demandata la gestione diretta dei reclami che li riguardano, anche attraverso le proprie associazioni di categoria o altri soggetti terzi imparziali. E agli agenti?
No, agli agenti ci pensano le imprese, ancora una volta chiamate a svolgere un ruolo di controllo super partes quando, notoriamente, super partes non sono mai state né mai potranno essere.

Sorge il dubbio che le linee guida dell’EIOPA non dicessero esattamente questo, ma l’IVASS ha comunque stabilito che i reclami sull’operato degli agenti e dei loro collaboratori continueranno ad essere gestiti dalle imprese mandanti. Così, mentre la normativa europea si evolve da disciplina dell’intermediazione a quella della distribuzione assicurativa, creando regole il più possibile trasversali e comuni per tutti gli operatori del settore, il Regolatore italiano emana un provvedimento che ha l’effetto di alimentare lo strapotere delle compagnie, offrendo loro su un piatto d’argento un ulteriore strumento di condizionamento degli agenti, dopo quelli delle verifiche sull’informativa ai clienti, sul rispetto delle regole dell’adeguatezza, sul controllo della formazione.

Eppure, la stessa relazione dell’IVASS al provvedimento ha individuato “nell’ingerenza delle imprese” uno degli aspetti critici di una regolamentazione di questo tipo, evidenziando, inoltre, ai fini della valutazione delle cause che hanno generato il reclamo, una minore capacità di analisi delle imprese, rispetto a quella degli intermediari.
Anche in caso di reclami sulle collaborazioni “A con A” e “A con B”, la gestione sarà affidata alle imprese. Cioè, se un agente o un broker saranno oggetto di reclamo per una polizza prodotta in regime di collaborazione con altro agente, sarà l’impresa mandataria di quest’ultimo ad avere competenza nella gestione del reclamo. Come sia possibile attuare efficacemente questa norma non è dato saperlo, giacché la legge sulle collaborazioni (221/2012), non prevede che le imprese debbano essere messe al corrente delle collaborazioni attivate dagli agenti.

Sfugge il senso di questa revisione del Regolamento, perché continuando a considerare gli agenti come operatori di serie B, sarà davvero difficile dare l’auspicato contributo allo sviluppo di una cultura di trasparenza e correttezza comportamentale. Eppure l’etica professionale, nonostante tutto, è ormai radicata fra gli agenti, come confermano i dati sulla diminuzione delle sanzioni irrogate agli intermediari, diffusi dalla stessa IVASS nella sua relazione annuale.
Forse è stata perduta un’altra occasione per riconoscere finalmente agli agenti la capacità di creare valore per i consumatori e non, ancora una volta, un semplice ruolo da gregari delle imprese.
Le previsioni meteo nel cielo degli agenti, purtroppo, non danno mai bel tempo. Nel perenne regime perturbato, con lo scontro fra alta e bassa pressione normativa che caratterizza la meteorologia del nostro settore, l’IVASS non ha certo un compito facile. Ma è possibile che ogni volta che scoppia una tempesta debbano sempre essere gli agenti a fare da parafulmine?

Roberto Pisano

via SNA Channel

Categorie IVASS,News

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