Il punto sul grande convegno di Insurance Connect e SNA

Ben venga la tecnologia buona, ma attenzione a quella cattiva

Un successo annunciato viste le iscrizioni (ne abbiamo parlato qui) pervenute nella vigilia, ma forse addirittura superiore alle attese quello di ieri al convegno organizzato da SNA e Insurance Connect sul tema della rivoluzione tecnologica che sta interessando il mondo assicurativo. Maria Rosa Alaggio e Michele Languino, artefici dell’iniziativa, si sono sapientemente alternati nel coordinare i lavori cui hanno fornito il proprio contributo esperti di settore, intermediari, manager di compagnia, giuristi saliti sul palco durante un’intensa quanto prolungata giornata di tavole rotonde e dibattiti, alla quale hanno assistito oltre 200 partecipanti.

Dopo l’esposizione di Fabio Orsi circa i risultati emersi dalla ricerca di Innovation Team sullo stato delle collaborazioni tra intermediari iscritti al Rui e sugli investimenti tecnologici nel settore, l’attenzione si è a lungo e a più riprese concentrata sul ruolo dei social network, ambienti all’interno dei quali è possibile non tanto effettuare attività di vendita, quanto piuttosto gestire al meglio i rapporti con la clientela acquisita e soprattutto creare nuove relazioni con quella potenziale.

La presenza nei social di oltre 27 milioni di utenti attivi giornalieri deve infatti indurre tutti gli operatori assicurativi a riflettere sulla necessità di effettuare una comunicazione mirata a dialogare con soggetti che prevalentemente non si conoscono, puntando sulla capacità del messaggio di acquisire il consenso da parte di chi lo riceve. Il livello di empatia personale, il grado di brand reputation e il gradimento del prodotto offerto dipendono infatti dalla qualità del contenuto che deve essere percepito come rilevante dall’utente. Da qui la necessità di fare formazione continua dedicata ad acquisire il know-how necessario all’utilizzo degli strumenti tecnologici e a mantenere competenza nel tempo, di utilizzare piattaforme performanti e di mettere a punto una linea editoriale personale che si riveli efficace e coerente nella  comunicazione quotidiana.

Un limite di demarcazione molto significativo divide semmai l’idea di chi, come Roberto Felici di Allianz, pensa sia utile superare la convinzione che tutto vada incanalato in agenzia, in quanto la relazione sui social ha la stessa dignità del contatto fisico e chi, come Sandro Scapellato di Helvetia, Danilo Ughetto di Assimoco e Andrea Amedei di Aviva, sono a vario titolo convinti che la collaborazione tra compagnia e intermediario debba essere molto forte e che il cliente digitale vada veicolato in agenzia, intesa come punto centrale della strategia distributiva. E questa tentazione di catturare il cliente su internet per tenerselo deve far riflettere sul rischio che taluna  tecnologia definita “cattiva” dal Presidente Nazionale SNA, Claudio Demozzi, venga “utilizzata da talune imprese per mettere fuori gioco gli agenti. L’atteggiamento di SNA – ha aggiunto Demozzi – nei confronti dello strumento tecnologico è assolutamente positivo, ma tutto dipende dall’uso che se ne fa. Coface cui va il nostro ringraziamento per l’ospitalità offerta all’evento odierno, è un esempio di tecnologia buona, cioè un sistema informativo messo a disposizione di agenti che non ripetono il mandato della compagnia, allo scopo di valorizzare le potenzialità offerte da un rapporto di collaborazione  professionale di ampio respiro”. C’è bisogno di tecnologia e anche di digitale, ha proseguito Demozzi, “per efficientare la distribuzione e migliorare la relazione con il cliente, ma anche la presenza sui social deve essere indipendente e ben distinta da quella delle imprese, in quanto chiaramente funzionale agli interessi degli agenti e non di coloro che intendono marginalizzare il ruolo dell’agente”.

Un ambito specifico è stato dedicato durante la giornata milanese alla Carta sul digitale siglata lo scorso mese di gennaio dalle associazioni aderenti al Bipar, nonché ai temi connessi al flusso dei dati, alla tutela della privacy, alla vendita a distanza, ma ad essi dedicheremo appositi approfondimenti in altra sede. 
Michele Languino si è detto “molto soddisfatto per il grande riscontro di presenze e per il gradimento espresso dalla platea verso i temi trattati e la qualità dei contributi forniti dai relatori. Nel mondo degli intermediari c’è un grande bisogno di sviluppare una cultura assicurativa  indipendente e con la nostra iniziativa – ha proseguito Languino – confidiamo di essere riusciti a facilitare una riflessione profonda su uno dei temi più sentiti dalla categoria”.

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