Popolare di Vicenza decide il prezzo dell’aumento di capitale.

E Bper apre all’ingresso di Unipol tra i soci 

Si preannuncia come un colpo pesante per i piccoli soci della Popolare di Vicenza il board dell’istituto veneto che lunedì pomeriggio individuerà la forchetta di prezzo dell’aumento di capitale da 1,75 miliardi con contestuale quotazione a Piazza Affari. Il prezzo finale sarà deciso solo dopo l’ok Consob al prospetto informativo ma è ormai dato per scontato che sarà decisamente lontano dai 6,3 euro del diritto di recesso offerto ai soci contrari alla trasformazione in spa. E sarà un abisso dai 62,5 euro di valore fissati dalla stessa PopVicenza appena due anni fa e anche dalla svalutazione a 48 euro del 2015.

Le banche del collocamento — Mediobanca, Jp Morgan, Deutsche Bank, Bnp Paribas e Unicredit — hanno concluso il «pre-marketing», i sondaggi con gli investitori per verificare l’attrattività di PopVi. E il risultato non porterebbe una facile riuscita dell’operazione. Neanche la creazione di Atlante — il fondo privato di banche-fondazioni-assicurazioni-Cdp che garantirà la copertura delle azioni inoptate a fianco (o in sostituzione) di Unicredit — sembra avere cambiato finora lo scenario di riferimento degli investitori per le valutazioni sulla banca guidata da Francesco Iorio. Secondo Mediobanca, PopVi varrebbe in Borsa tra 1,1 e 1,6 miliardi, ovvero meno dell’aumento stesso.

L’offerta è rivolta sia ai soci attuali sia agli investitori istituzionali ma non appare facile raggiungere l’obiettivo della sottoscrizione del 45% dell’aumento da parte del retail. Si ipotizza dunque che questa quota possa essere ridotta, aprendo ancora di più l’offerta agli istituzionali (che potrebbero abbattere ancora di più il prezzo). Tra i grandi soci c’è Cattolica Assicurazioni, il cui ceo Giovan Battista Mazzucchelli ha detto sabato che la compagnia «valuterà» se seguire l’aumento. La presenza di Atlante dovrebbe in ogni caso garantire che la banca rientrerà nei ratio patrimoniali chiesti da Bce.

L’offerta è rivolta sia ai soci attuali sia agli investitori istituzionali ma non appare facile raggiungere l’obiettivo della sottoscrizione del 45% dell’aumento da parte del retail. Si ipotizza dunque che questa quota possa essere ridotta, aprendo ancora di più l’offerta agli istituzionali (che potrebbero abbattere ancora di più il prezzo). Tra i grandi soci c’è Cattolica Assicurazioni, il cui ceo Giovan Battista Mazzucchelli ha detto sabato che la compagnia «valuterà» se seguire l’aumento. La presenza di Atlante dovrebbe in ogni caso garantire che la banca rientrerà nei ratio patrimoniali chiesti da Bce.

Ieri intanto la modenese Bper ha confermato i contatti con Unipol. Il ceo Alessandro Vandelli sabato in assemblea — dove si sono presentati i fondi istituzionali a circa il 50% e due sopra il 2% (Dimensional Fund e Black-Rock) — ha aperto al gruppo bolognese dopo i rumors sull’ingresso dell’assicurazione nella banca con una quota fra il 2% e il 5%: «Unipol e Bper sono due delle istituzioni finanziarie più significative dell’Emilia-Romagna, è normale che ci siano contatti. Siamo già soci da oltre 7 anni in Arca Vita, per cui siamo pronti a una riflessione in proposito». Confermato anche l’interesse di Bper per Cr Ferrara, una delle 4 banche salvate.

Via Corriere Economia

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