Mutui tasso fisso o variabile: quali saranno ancora più convenienti?

I due terzi dei mutui richiesti dalle famiglie sono ormai a tasso fisso, quando ad oggi risultano accesi complessivamente mutui a tasso variabile per i due terzi del totale.

E il 70% delle erogazioni sono a tasso fisso, a conferma che in pochi mesi, gli italiani hanno stravolto le loro preferenze, spostandosi velocemente dall’una all’altra tipologia.

Per capire le ragioni di questa inversione di tendenza, si deve tenere conto delle variazioni dell’Euribor e dell’Eurirs, ovvero dei tassi di riferimento rispettivamente per i mutui a tasso variabile e quelli a tasso fisso. L’Euribor a 1 mese era pari al -0,21% a inizio anno, mentre oggi risulta sceso al -0,37%. Quelli a 3 mesi sono passati dal -0,13% al -0,30%.

Nel frattempo, la discesa è stata molto più rapida per l’Eurirs: quello a 10 anni è passato dallo 0,93% allo 0,28% (-65 bp), quello a 20 anni dall’1,41% allo 0,70% (-71 bp) e quello a 30 anni dall’1,46% allo 0,74% (-72 bp). In pratica, i mutui a tasso fisso sono diventati relativamente più convenienti.

Certo, va detto che il ragionamento vale a parità di spread, ovvero di tasso aggiuntivo applicato dalla banca a quello di base per il calcolo, dipendente a sua volta dalla percentuale finanziata rispetto al valore commerciale dell’immobile e dalla durata del prestito.

E’ innegabile, però, come stiano ottenendo i maggiori vantaggi coloro che stanno accendendo in questi ultimi mesi mutui a tasso fisso, potendo godere di condizioni mai così ottimali. E anche in prospettiva, i mutui a tasso fisso potrebbero diventare sempre più conveniente, chiaramente per i futuri mutuatari.

Tassi Euribor e Eurirs, differenze

Vi spieghiamo brevemente perché. L’Euribor è il tasso a cui si agganciano i mutui a tasso variabile. Esso riflette gli interessi medi applicati nell’Eurozona ai depositi interbancari. Questi sono a loro volta dipendenti direttamente dai tassi BCE, già azzerati e persino negativi sui depositi delle banche presso gli sportelli dell’istituto centrale.

Affinché l’Euribor diminuisca ulteriormente è necessario, pertanto, che il governatore della BCE tagli ancora una volta i tassi. Ciò è possibile, ma esistono stringenti limitazioni a questa politica, per cui non dovremmo attenderci grosse variazioni su questo versante.

Rendimenti Bund influenzano mutui

Al contrario, l’Eurirs è agganciato principalmente ai titoli di stato tedeschi, che fungono da benchmark per il mercato dei titoli di stato nell’Eurozona. Poiché i Bund sono considerati beni verso cui rifugiarsi nelle fasi di crisi e di incertezza sui mercati, è molto probabile che essi vedranno scendere ancora i loro rendimenti nei prossimi mesi, in coincidenza con appuntamenti di estrema importanza per l’economia europea e mondiale (elezioni USA, referendum costituzionale, Brexit, etc.).

Peraltro, l’Eurirs si avvantaggia anche dell’eventuale taglio dei tassi e dell’allentamento delle condizioni monetarie da parte della BCE, dato che queste azioni influenzano anche il mercato dei bond. In sintesi, non solo i mutui a tasso fisso risultano oggi relativamente più convenienti rispetto all’inizio dell’anno, ma potrebbero esserlo ancora di più nei prossimi mesi. Se quanto scriviamo si realizzasse, varrebbe la pena attendere ancora un po’ prima di accendere un mutuo.

via InvestireOggi

Categorie Mutui e prestiti,News

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