Mutui in Italia, record di convenienza. Tasso d’interesse all’1,97%

Si parla ormai di uscita della Bce dalla fase di super-sostegno dell’economia attraverso gli acquisti di titoli di Stato, ma sul mercato le condizioni del credito restano molto vantaggiose. Anzi, a leggere il rapporto Abi relativo a settembre siamo a un livello da record per quanto riguarda i mutui.

Con un tasso di interesse medio dei finanziamenti per comprare casa all’1,97%, a settembre viene raggiunto un nuovo minimo storico sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni.

Ad agosto il dato era al 2,11%, mentre era al 5,72% a fine 2007. Sul totale delle nuove erogazioni di mutui, annota l’associazione delle banche, circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese risulta pari a 1,68%, era 1,60% il mese precedente (5,48% a fine 2007).

Tra gli altri numeri dell’Abi, spicca quello delle sofferenze che sono state messe nel mirino proprio oggi da Moody’s, che giudica ancora fragili le banche italiane.

Il ministro Padoan ha sottolineato quanto il panorama sia in miglioramento e l’Abi lo certifica con il calo di agosto: le sofferenze nette, cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse, sono scese a 65,3 miliardi di euro, toccando il valore più basso da marzo 2013.

Il dato è in riduzione sia rispetto ai 66 miliardi del mese precedente sia rispetto a dicembre 2016, quando si collocava a 86,8 miliardi. In particolare, la diminuzione è di quasi 24 miliardi rispetto al livello massimo delle sofferenze nette raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi).

Il rapporto tra sofferenze nette e impieghi totali si è ridotto a 3,83% dal 4,89% di fine 2016

Sul fronte delle erogazioni, infine, i prestiti a famiglie e imprese sono risultati in crescita su base annua dell’1,4%, proseguendo la positiva dinamica complessiva del totale dei prestiti in essere (per il settimo mese consecutivo il tasso di crescita annuo è superiore all’1%).

Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a famiglie e imprese (calcolati includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad. esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni).

Via Repubblica

Categorie Mutui e prestiti,News

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.