L’Ivass e la defiscalizzazione

Un’indagine dell’Ivass rivela che, nonostante negli ultimi anni si sia abbassato il costo medio dell’Rc auto, questa spesa rimane la seconda più consistente dopo l’acquisto di carburante nel paniere delle spese famigliari per mantenere un’auto. Quel che è peggio è che Ivass ha fatto due conti e ha stabilito che il 18,5% del costo della polizza se ne va in tasse.

Di quanto paghiamo per la polizza Rc auto fanno parte anche l’imposta sulle assicurazioni e il contributo che va al fondo vittime della strada, due elementi di natura fiscale, insomma. La prima arriva direttamente nelle casse dello Stato, il secondo, invece, viene destinato ad un fondo istituito per risarcire coloro che sono vittime di un incidente con veicoli o con natanti non assicurati, non identificati oppure circolanti contro la volontà del proprietario.

In virtù di questo, l’Ivass sta valutando la possibile defiscalizzazione delle polizze assicurative: sarebbe un modo che permetterebbe agli automobilisti di risparmiare e che potrebbe aiutare l’aumento del numero delle auto assicurate, in quanto sono molte le auto che circolano senza copertura assicurativa proprio per colpa degli alti premi richiesti dalle compagnie.

Un’altra motivazione che spinge Ivass a optare per la defiscalizzazione è relativa al recupero del gettito derivante dalle polizze assicurative su veicoli che circolano sul territorio italiano, ma sono immatricolati all’estero (dove l’Rc auto costa meno): se si abbassa il costo dell’Rc auto, queste auto potrebbero essere immatricolate in Italia.

Via: www.assicurazione.it

Categorie IVASS,News

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