L’Esecutivo Renzi (come SNA nella vicenda Fonage) ricorda a tutti gli obblighi solidaristici e il fine sociale del trattamento pensionistico

Tito Boeri, Presidente Inps, qualche settimana fa aveva reso noto un piano di riequilibrio del bilancio attuariale dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, piano che ipotizzava il ricalcolo delle pensioni sulla base del montante accumulato da ciascun singolo pensionato. Il Governo aveva, tuttavia, rilevato che il costo sociale di questa manovra sarebbe stato insostenibile per gli Italiani: più di un terzo delle pensioni con il passaggio al sistema contributivo – è stato detto – subirebbe una decurtazione intorno al 50%.

Niente “contributivo per tutti”, quindi, come aveva proclamato con soddisfazione Anapa la scorsa estate, alludendo proprio alle intenzioni annunciate dall’Inps e da alcuni commentatori giornalistici che davano per prossima (anzi, per scontata, ndr) la trasformazione del sistema retributivo nel “più attuale sistema a capitalizzazione”.

“Fortunatamente – commenta il Presidente Nazionale SNA, Claudio Demozzi – l’Esecutivo Renzi non dimentica gli obblighi solidaristici e il fine sociale del trattamento pensionistico. Proprio come fa SNA con il Fondo Pensione Agenti, anche il Governo cerca di impedire la macelleria sociale che deriva dal passaggio immediato da un sistema a ripartizione ad un sistema contributivo puro”.

Va ricordato, inoltre, che qualche giorno fa il Governo stesso ha accettato l’Ordine del Giorno (vedi allegato in calce all’articolo, ndr) che, seppure riferito alla previdenza pubblica, ribadisce concetti molto cari al Sindacato Nazionale Agenti e particolarmente rilevanti anche in relazione alla vertenza, tutt’ora in corso, del Fondo Pensione Agenti. Questione che vede contrapposto SNA ad Ania e ad Anapa. Queste ultime vorrebbero trasformare immediatamente Fonage da un Fondo a ripartizione collettiva (a prestazione definita) in un Fondo a capitalizzazione pura (contribuzione definita), provocando l’inevitabile taglio (fino al 50%) dei trattamenti pensionistici. Decurtazioni che, conservando il sistema a prestazione definita, potrebbero (e possono) invece essere modulati e spalmati su un arco temporale notevolmente più lungo.
Luigi Giorgetti
SNA channel

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