Assicurazioni, le nuove frontiere del Welfare (di Saverio Zavaglia)

Confindustria Vicenza ha recentemente calcolato che il cuneo fiscale, ossia l’effetto della tassazione sui redditi dei lavoratori, in Italia grava per un 10% in più rispetto alle medie europee 다운로드.

Ciò comporta tanto una perdita di competitività del sistema non meno di un peggioramento del clima aziendale, che non può non riverberarsi direttamente sui rapporti di lavoro e sulla produttività 전국 스마트 버스 다운로드.

Questo il motivo per cui sempre più di sovente si tende a inserire negli accordi aziendali forme sostitutive del denaro, che vanno a integrare la retribuzione senza essere gravate da ulteriori oneri 아웃룩 익스프레스 다운로드. Un vantaggio per le imprese come per i lavoratori; i quali ricevono – indirettamente quanto complessivamente – di più del classico aumento in busta paga dirbuster 다운로드.

Potremmo dire che le matrici di questa soluzione – rinominata “Welfare aziendale” – possono essere individuate tanto nel paternalismo aziendali, che agli albori dell’industrializzazione si sviluppò soprattutto nell’industria tessile in Lombardia – nell’area tra i fiumi Brembo e Olona – e di cui il villaggio realizzato a Crespi d’Adda nel 1878 per le proprie maestranze dall’omonima famiglia di industriali cotonieri è probabilmente il più celebre esempio; come nel diffondersi ormai pervasivo delle forme di “denaro non denaro”, che da decenni funzionano anche da benefit per i dipendenti (prima di tutto come “buoni pasto”) 다운로드.

Un “fai da te” assistenziale che, sotto il profilo della sperimentazione pionieristica, nel nostro Paese ha visto in prima fila un’impresa leader come la Luxottica; la quale da decenni offre un servizio di collegamento gratuito casa-fabbrica alle proprie maestranze sparse nelle valli del bellunese, oltre che servizi alla persona in termine di cura (tanto odontoiatrica come oculistica) e asili nido per le dipendenti con prole t 가드.

Opportunità certamente molto apprezzate dai dipendenti, ma alla portata soltanto di aziende con un elevato livello di strutturazione. A fronte di un panorama industriale italiano dove le unità con meno di dieci dipendenti raggiungono il 95% dell’intero tessuto produttivo: il cosiddetto fenomeno del “nanismo d’impresa” che, dopo tanta retorica su “il piccolo è bello”, oggi viene individuato come un aspetto primario della nostra debolezza competitiva 셀레니움 이미지 다운로드.

Questo il motivo per cui in sede associativa (i vari soggetti della rappresentanza d’impresa: da Confindustria a Cna, da Confartigianato a Confcommercio) si persegue la creazione di aggregazioni attraverso l’appartenenza sociale; che consentano il raggiungimento di quelle minime “masse critiche” necessarie per realizzare le opportune economie di scala, di scopo e transazione 삼성 ssd 다운로드.

Ed è qui che la leva assicurativa può diventare decisiva, garantendo le quotazioni ribassate delle polizze cumulative a vantaggio dei pool; proprio facendo riferimento a più vasti bacini di utenza, magari estesi ai familiari dei dipendenti: dalle assicurazioni contro i rischi più svariati alle borse di studio per i figli dei lavoratori 다운로드.

Un vasto terreno di sperimentazione ancora largamente inesplorato, ma che si configura come uno dei più interessanti banchi di prova per le nuove dimensioni della sicurezza 다운로드. E del fare impresa.

Saverio Zavaglia

Saverio Zavaglia, genovese – ma di famiglia originaria del Sud Italia – classe 1978, master in sviluppo internazionale delle competenze economiche e manageriali e grande appassionato di Assicurazioni e Formazione.  Ha ideato, con il supporto di un team di specialisti del settore Moda e Lusso, un approccio consulenziale di alto livello per l’industria della moda.

Categorie Assicurazioni,News

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