La Brexit sconvolgerà anche il mondo dei mutui?

Abbiamo già parlato di Brexit qualche settimana fa che deve essere guardata non solo come problema ma anche come un’opportunità. Questo il pensiero del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che in un’intervista a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio24 ha parlato dell’uscita della Gran Bretagna dall’UE come di un “trauma” che potrebbe farci fare “il grande salto”, visto che l’Europa storicamente è andata avanti per traumi. L’Europa, ricorda il leader degli industriali, “è il più grande mercato, il più ricco mercato al mondo ed ha un debito aggregato inferiore agli Stati Uniti d’America. La mancata integrazione politica dell’Europa ci fa subire shock negativi e non ci fa dare shock positivi”.

In un quadro così poco confortante cosa succederà alle banche italiane? E cosa cambierà per chi intende chiedere un mutuo? “Le banche italiane non sono al collasso”, ha ricordato Boccia riferendosi al crollo dei mercati finanziari dopo il voto del 23 giugno, che ha pesato su tutti i comparti ma specialmente su quello bancario. “Le banche italiane hanno i fondamentali a posto, a parte qualche criticità – e chi non ne ha? – ma, in realtà, l’Italia ha un sistema bancario che finanzia le imprese molto più di altri sistemi bancari”.

Per Roberto Anedda, Direttore Marketing di MutuiOnline.it, “quello che ci si può aspettare, se dovessero proseguire le tensioni sui mercati e le incertezze ad esempio sui titoli bancari italiani potrebbe essere, per alcuni istituti, un problema di spread, inteso come differenziale del costo del capitale che queste banche andrebbero a pagare sul mercato rispetto a quella che è la media delle banche italiane”. Ci si può attendere, invece, che a fronte di tanta incertezza le case d’investimento decidano di abbassare, prudenzialmente, il giudizio di valutazione delle diverse banche.

Nessun problema invece sul fronte mutui poiché, assicura Anedda, la forte volatilità dei mercati finanziari non ha un’influenza diretta sulla capacità erogativa delle banche.

Quando i mercati sono in tensione quale tipo di mutuo conviene stipulare? Sicuramente quello a tasso fisso, poiché in situazione di panico gli investitori investono nei beni rifugio come oro, dollaro e Bund. La maggior richiesta del titolo decennale tedesco fa scivolare il rendimento e di conseguenza l’IRS che è un indice finanziario corrispondente alla durata del mutuo. In tal caso stipulare un mutuo a tasso fisso sarà sicuramente più vantaggioso rispetto al passato, ma soprattutto non comporterà sorprese in futuro.

Via Mutui Online

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