Intervista al Presidente dell’IVASS Salvatore Rossi

Il direttore generale di Bankitalia interviene in qualità di presidente di IVASS, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni: “Solo lo 0,5% dei sei milioni e mezzo di italiani che sottoscrivono polizze incendio include anche il rischio sismico”

“Quei tre miliardi ora spendiamoli per assicurare i vivi e non per i morti”

Tre miliardi da spendere ogni anno “per i vivi e non per risarcire i morti”. Anche coinvolgendo le assicurazioni, che “non sono il male assoluto, ma evitando che ci guadagnino troppo”. Perché “è ora che l’Italia si doti di un piano”, in chiave di prevenzione antisismica, come gli altri grandi paesi. Salvatore Rossi, direttore generale di Bankitalia, parla qui come presidente Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni.

Presidente, quanti sono gli italiani che hanno assicurato la propria abitazione contro il rischio sismico?

“Molto pochi: meno di 35 mila case, concentrate nelle zone più a rischio. Solo lo 0,5% dei sei milioni e mezzo di italiani che sottoscrivono polizze incendio include anche il rischio sismico. Uno su venti. Una frazione esigua della popolazione”.

Ma perché è importante assicurare la casa? Non basta l’ombrello pubblico?

“È importante avere qualcuno che paghi a disastro avvenuto. Ma chiediamoci anche cosa fare per prevenire i disastri. E ragioniamo su un dato, ricavato dall’associazione degli ingegneri: i contribuenti italiani hanno pagato tre miliardi l’anno per quarant’anni per sette terremoti, dal Belice all’Aquila. Chiediamoci se questi soldi potevano essere spesi per i vivi, anziché per risarcire i morti. E se le assicurazioni possono giocare un ruolo”.

Condivide l’idea di rendere obbligatoria la polizza?

“È un’antica diatriba. La verità è che non esiste la ricetta magica. Se guardiamo ai paesi con più alto rischio sismico gli esiti sono misti. In California e Giappone l’adesione è volontaria. E in Turchia l’obbligatorietà non ha funzionato. Il punto però è un altro: tutti hanno un modello, il nostro è una non scelta della politica, in un senso o in un altro”.

La paura è che sia percepita come tassa e strozzi il mercato del mattone…

“Non c’è dubbio che l’effetto possa essere questo, se fosse imposta per legge come tassa esplicita. Ma consideriamo che quando l’ombrello pubblico si apre a disastro avvenuto a quel punto diventa tassa implicita e per tutti. D’altro canto le due platee quasi coincidono, visto che l’80% dei contribuenti italiani è anche proprietario di case. Per citare Adam Smith, facciamo sì che un evento catastrofico per pochi diventi un piccolo onere per molti”.

Gli italiani non si assicurano perché non si fidano che qualcuno alla fine paghi?

“Direi di no. Piuttosto, per un fatto culturale. Gli italiani assicurano solo l’auto e la vita”.

È anche vero che molti prodotti garantiscono un risarcimento esiguo rispetto al valore della casa, anche un quinto appena, al netto di pesanti franchigie. E solo se questa crolla. Perché gli italiani dovrebbero optare?

“E infatti non optano. Dobbiamo immaginare un sistema radicalmente nuovo, magari semi obbligatorio, che consenta di usare quei tre miliardi ex ante”.

E cosa succede nel caso dei finti collaudi? Chi paga?

“Bisognerebbe garantire la galera a quanti fanno false ristrutturazioni. A volte accade”. Molte assicurazioni sono espressioni delle banche, al punto che spesso queste negano i mutui se non vengono sottoscritte polizze.

Con l’assicurazione obbligatoria antisismica il conflitto di interessi si ingigantirebbe?

“Le intese tra banche e assicurazioni arrecano un beneficio ai consumatori perché danno un’opzione in più. Il problema è quando nascondono un’obbligatorietà di fatto. Come Ivass e Bankitalia quest’anno abbiamo costretto banche e assicurazioni a dirci cosa intendono fare per evitare questi rischi di combine. Se la politica optasse per l’assicurazione antisismica obbligatoria, il controllo pubblico sarebbe moltiplicato. Le compagnie devono guadagnarci il giusto”.

via la Repubblica

Categorie IVASS,News

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Close
Please support the site
By clicking any of these buttons you help our site to get better