Hacker il futuro del mercato assicurativo

Dopo diverse violazioni di alto profilo nel 2015, il settore assicurativo si trova ad affrontare il tema degli hacker; soprattutto il modo aggressivo con cui danno la caccia alle informazioni del cliente, rubando dati personali, documenti finanziari e cartelle cliniche.

Il rischio informatico, ancora sottovautato
Circa 112 milioni di cartelle cliniche sono state illegalmente consultate e copiate lo scorso anno, quasi 90 milioni di file sono stati compromessi.

In risposta a queste violazioni, la National Association of Insurance Commissioners Cybersecurity Task Force ha proposto una nuova assicurazione sui dati ed un cambio di legislazione; la proposta introdotta il 3 marzo, stabilisce nuovi standard per la sicurezza dei dati, e cerca di dare strumenti di copertura contro il rischio delle violazioni informatiche.

Anche il settore assicurativo è sotto un alto rischio di violazione
L’assicurazione è un settore data-driven, le autorità di vigilanza devono sapere quali dati vengono raccolti e per quale scopo. Oggi, le autorità di vigilanza e le imprese hanno bisogno di dati al di là di ciò che è stato tradizionalmente raccolto.

Per gli intermediari assicurativi, gli standard sono una cosa, ma avere un programma di sicurezza e copertura delle informazioni ben gestito è un altro.

Secondo il “Rapporto Incident Response Data Security” di BakerHostetler 2016, il 31% delle violazioni nel 2015 erano il risultato di phishing, hacking e malware, seguito dal 24% derivante da errori da parte dei dipendenti. I risultati sono basati su più di 300 casi nel settore delle assicurazioni, istruzione e servizi finanziari e studi legali.

Ma questo rischio non riguarda solo le aziende, non è lontano dalle abitazioni private, un esempio pratico è Criptolocker, il virus che recentemente ha colpito milioni di utenti in tutto il mondo, bloccando tutti i file con una password sui computer affetti e richiedendo denaro per lo sblocco dei file.

Quanto sono sicure le foto digitali che conserviamo sui nostri computer? quanto si è disposti a richiare di perderle? a quanto ammonterebbe il danno per un professionista freelance che conserva i file di lavoro sul proprio laptop.
Pensiamo al recente scandalo Panama Papers frutto proprio di una violazione informatica in quello che può essere considerato l’archivio di un commercialista.

Pensiamo al mercato dei liberi professionisti e di quello delle famiglie, un prodotto assicurativo adeguato sarebbe sicuramente la salvezza di tanti dati, ed aprirebbe uno scenario di business per il settore assicurativo.

Gli intermediari assicurativi hanno assistito ad un cambiamento di interesse da parte di hacker soprattutto verso il settore finanziario ed a quello delle grandi industrie, a sottolineare il fenomeno è Mark Ford di Deloitte leader nei rischi informatici per i servizi di assistenza sanitaria.

Gli hacker sono interessati a qualsiasi dato monetizzabile, e in tutti i computer esiste una vasta scelta di questi dati.

Nei bilanci aziendali, le voci di spesa dedicate alla sicurezza informatica ed alla sua copertura, iniziano a diventare sempre più corpose, aziende, pubbliche amministrazioni, singoli individui sono soggetti ad una maggiore digitalizzazione dei documenti, basti pensare al tagliando assicurativo per la copertura RC auto che ormai in Italia è digitale.

Lo scenario degli Hacker è un fenomeno che a livello di mercato assicurativo pottrebbe raggiungere quello delle coperture auto e moto già nei prossimi anni.

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