Generali, l’utile scende del 14%. Piano confermato

Il gruppo Generali ha chiuso il primo trimestre 2016 con un utile netto di 588 milioni di euro, in calo del 13,8% sullo stesso periodo del 2015 (682 milioni di euro). Il consensus degli analisti si aspettava un risultato più contenuto, 550 milioni di euro. La raccolta premi ammonta a 20 miliardi di euro (-1,1%), la raccolta netta vita è di 4,5 miliardi (+6,4%), il reddito operativo (Roe) annualizzato al 13,3%, sopra il target del 13%. Il combined ratio è migliorato nel frattempo al 92%, ma sotto le attese (92,8%).

Il risultato operativo nel trimestre si è attestato 1,163 miliardi (-12,3%; 1,326 miliardi nel 2015), il consensus era più alto, 1,175 miliardi. La contrazione, spiega il gruppo nella sua nota, deriva dalla performance finanziaria che ha risentito del contesto di bassi tassi di interesse e dal mancato contributo del comparto azionario.

Sul calo del risultato operativo pesano il segmento Vita, sceso a 756 milioni di euro dai precedenti (un anno fa) 823 milioni (ma sopra il consensus, a quota 716 milioni di euro), il segmento Danni, 498 milioni, in leggera contrazione rispetto a 505 milioni del 2015 (attese degli analisti superiori, per 517 milioni) e la contrazione del segmento Holding e altre attività finita in rosso per 38 milioni di euro, “effetto del minor contributo della gestione finanziaria di Banca Generali motivata dal negativo andamento dei mercati”

Il patrimonio netto è cresciuto del 5,8% a 24,9 miliardi di euro (23,6 miliardi in tutto il 2015, mentre il Solvency Ratio calcolato applicando il modello interno all’intero perimetro del gruppo, è pari al 188% (202% nel 2015; -14 punti base, consensus degli analisti più alto, 190%). Generali spiega che “il ratio si mantiene ad un ottimo livello anche in questo contesto economico avverso, il cui impatto negativo è parzialmente compensato dalla generazione ricorrente di capitale che si mantiene solida”.

Il Regulatory Solvency Ratio, invece, che considera l’utilizzo del modello interno alle sole compagnie per le quali è stata ottenuta l’approvazione dall’Ivass e per le restanti compagnie l’applicazione della Standard Formula, è al 161% (175% nel 2015).

Il gruppo assicurativo ha confermato oggi il piano industriale e i target indicati lo scorso anno a maggio “ma dobbiamo lavorare molto perché le condizioni in cui operiamo ora sono più difficili rispetto a quando lo presentammo”. Lo ha affermato Alberto Minali, direttore generale, nella conference call sui risultati trimestrali.

“Non ci sarà un aggiornamento o una rivisitazione del piano”, ha detto, “ma un’analisi molto dettagliata per capire quali sono le nuove condizioni in cui operiamo e dove possiamo recuperare redditività. Il focus sarà ancora piu’ sull’attività assicurativa e sull’efficienza nei costi, vogliamo diminuire la dispersione di valore e faremo programmi di ristrutturazione del portafoglio nei vari Paesi in cui operiamo”.

Bisogna capire, ha aggiunto il manager, “che gli investimenti finanziari non ci possono compensare nel breve periodo dei mancati redditi tecnici, i redditi finanziari nei prossimi trimestri non saranno molto forti”. Nel primo trimestre, ha aggiunto, “abbiamo avuto ottimi risultati tecnici, abbiamo scelto di fare meno plusvalenze, 160 milioni in meno, perché abbiamo un approccio prudente in mercati volatili”.

I risultati del primo trimestre dimostrano la capacità della compagnia triestina “di gestire periodi particolarmente sfidanti come quello in corso. Malgrado un primo trimestre in cui i mercati azionari hanno registrato significative perdite e i tassi di interesse sono a livelli minimi, Generali ha mantenuto un livello di redditivita’ operativa (Roe) superiore al 13% in linea con il piano strategico”, ha detto Minali.

L’impatto del gruppo nel Fondo Atlante sarà di 100 milioni in conto capitale, per un calo di 0,4-0,5 punti nel solvency ratio, ha quindi spiegato Minali nella conference call. “L’investimento in Atlante, pari a 150 milioni di euro, non viene spesato in conto economico ma in conto capitale e comporterà un assorbimento di 90-100 milioni, dipenderà anche da come saranno impiegati i fondi, se nel rilevare sofferenze o nella partecipazione agli aumenti di capitale”.

Fra le strategie che il gruppo intende attuare per migliorare la redditività, vi è la crescita nel settore immobiliare. Generali intende investire nelle grandi città europee, ma anche fuori dal vecchio Continente. “Ho sentito che ci sono fondi arabi interessati ad acquisire asset immobiliari”, ha detto Minali, “per noi il business immobiliare è molto importante, ci fornisce una redditività stabile”. I maggiori profitt arrivano dal settore uffici.

via Milano Finanza

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