Generali, assemblea del debutto per il nuovo ceo Donnet

Il francese ha preso il posto di Mario Greco, ma la sua strategia dovrebbe continuare a concentrarsi sul business storico delle assicurazioni: “Ora una nuova sfida”. Il consiglio sale a 13 membri, Assogestioni presenta una lista con tre nomi. Caltagirone: “Possibile incremento quota ancora oltre il 3%”

L’assemblea di Generali, la prima sotto la guida del ceo Philippe Donnet, ha nominato il nuovo cda che è composto da 13 membri, dei due quali eletti dalle minoranze. La lista di maggioranza presentata da Mediobanca ha ottenuto il 67% dei voti e la lista presentata da assogestioni il 32,17%, come ha comunicato il presidente Gabriele Galateri. Il nuovo cda sarà in carica fino alla chiusura dell’esercizio 2018.

Erano presenti a Trieste in proprio soci che detengono il 14,34% del capitale, presente poi un ulteriore 32,185% del capitale per delega, per un capitale rappresentato pari al 46,827%. Il presidente Galateri ha reso noti i nomi dei soci di peso: Mediobanca con il 13,212%, Leonardo Del Vecchio tramite Delfin con il 3,163%, Francesco Gaetano Catagirone con il 3,002%, BlackRock con il 2,824%, People Bank of China con il 2,005%.

Quella odierna è la prima uscita ufficiale per Philippe Donnet nelle vesti di ceo di Generali. Dopo l’uscita quasi improvvisa a gennaio di Mario Greco, la compagnia del Leone ha provveduto a una sostituzione e a una rotazione interne degli incarichi, con l’affidamento dei ruoli di direttore generale e cfo ad Alberto Minali, mentre Gabriele Galateri resta confermato alla presidenza. “Ora affrontiamo una nuova sfida. Le Generali hanno una solida strategia che però ci troveremo ad implementare in uno scenario complesso e che sta diventando ancora più complesso”, ha detto Donnet.

Il rinnovato vertice si trova davanti un’assise che non ha occasione di “lamentarsi” per i risultati di bilancio, chiuso con un utile di oltre 2 miliardi, in crescita del 22%, con premi per 74 miliardi e un dividendo di 0,72 euro ad azione, anch’esso in crescita rispetto agli 0,60 dell’anno scorso. Il nuovo dg Alberto Minali, d’altra parte, ha confermato “un ammontare significativo del dividendo per i prossimi anni”.

In termini percentuali, il reddito operativo è cresciuto del 6%, i dividendi del 20% e il cash flow del 30%. Ma sarà interessante vedere come il Leone si sta attrezzando in vista dell’attuazione della direttiva Solvency II e con i movimenti della Bce nell’ambito del Quantitative easing. Pare certo comunque che Donnet proseguirà la centralizzazione sul ‘core’ assicurativo del gruppo, avviata dalla gestione Greco. Un ulteriore interrogativo sarà sull’eventualità di un’uscita di Donnet dalla quida di Generali Italia.

Quanto all’aumento a 13 dei consiglieri di amministrazione, è stato annunciato dal presidente Galateri come garanzia di “più spazio” alle minoranze e con una più solida componente femminile. E al “consenso allargato a investitori istituzionali” ha fatto riferimento anche Mediobanca, assicurando forte rappresentanza alle minoranze in cda; una sorta di risposta ad Assogestioni, che ha presentato una lista di tre nomi.

Sotto i riflettori anche i recenti movimenti nel capitale, con Francesco Gaetano Caltagirone, vicepresidente delle assicurazioni, che non esclude un ulteriore incremento della partecipazione recentemente portata oltre il 3%. “Non è escluso. L’incremento ulteriore dellaquota dipende da due cose: dai prezzi e dalle disponibilità”, ha dichiarato Caltagirone a Trieste, alla vigilia dell’assise. “Io credo nella compagnia, tanto è vero che ho fatto un investimento importante in questi  giorni: abbiamo superato il 3%”, ha aggiunto.

Via La Repubblica

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