Fondo Pensione Agenti, il Commissario scrive: ripristino delle condizioni operative per la prosecuzione delle finalità istituzionali

MILANO – Per tentare di placare le polemiche sul tema del Fondo Pensione Agenti interviene direttamente il Commissario Straordinario. Con un comunicato pubblicato sul sito di Fonage alla vigilia di Natale, riferendosi agli “interventi di soggetti interessati che, a vario titolo, hanno ritenuto opportuno dare indicazioni agli iscritti in ordine al proseguimento o meno della contribuzione al Fondo stesso”, il Commissario ha precisato che “l’attività tuttora in corso da parte di questa Amministrazione Straordinaria sia rivolta essenzialmente al ripristino delle condizioni operative e alla prosecuzione delle finalità istituzionali per le quali il fondo è stato costituito”.

La comunicazione del Commissario, opportuna e ben calibrata, conferma formalmente ciò che il Sindacato Nazionale Agenti sta dicendo fin dal primo giorno e cioè che lo scopo dell’Amministrazione Straordinaria non è quello di far fallire il Fondo in mancanza di un accordo tra SNA e Ania, bensì quello di ripristinare le condizioni operative e far proseguire le finalità istituzionali per le quali il Fondo stato costituito. 

“Il contenuto della lettera del Commissario straordinario appare equilibrato ed in linea con quanto da noi auspicato – ha commentato il Presidente Nazionale SNA, Claudio Demozzi, aggiungendo che – ancora una volta dobbiamo riconoscere che il tempo è stato galantuomo; le bugie, le minacce infondate e le teorie strampalate di chi cerca ogni occasione per mostrarsi subalterno al volere delle Compagnie, anche in questa occasione sono state smascherate. A questo punto – ha proseguito Demozzi – non resta che augurarsi che questi soggetti, a volte impreparati a volte semplicemente intimoriti dall’Ania, la smettano di danneggiare la categoria e di cercare di indurre gli agenti ad essere ancora più arrendevoli di quanto sono stati, a volte, in passato”.

Il Fondo deve vivere, dunque e non esiste alcuna ipotesi di messa in liquidazione, come strumentalmente insinuato da chi, per togliersi dall’imbarazzante posizione di chi non ha difeso adeguatamente l’istituzione, preferendo il compromesso, ha oggi scelto di contribuire al suo abbattimento piuttosto che ammettere di aver sbagliato e correggere il tiro.

Roberto Pisano
via SNA Channel

Categorie Assicurazioni,News

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