Ricorso straordinario di SNA al Presidente della Repubblica

Fondo Pensione Agenti, ricorso straordinario di SNA al Presidente della Repubblica: obiettivo annullare il commissariamento di Fonage.

MILANO – Il Sindacato Nazionale Agenti aveva annunciato iniziative forti ed è stato di parola. Nei giorni scorsi è stato depositato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica Italiana per ottenere l’annullamento di tutti gli atti relativi al commissariamento del Fondo Pensione Agenti. Nel documento, scaricabile in calce a questo articolo, SNA spiega dettagliatamente le ragioni dell’istanza, che oltre all’annullamento di tutti gli atti compiuti dalla Covip in attuazione del decreto ministeriale di commissariamento del Fondo, chiede anche l’annullamento dello stesso decreto e la dichiarazione di decadenza del Commissario Straordinario. 

SNA sottolinea come il Fondo Pensione Agenti “eroga regolarmente da oltre quarant’anni le prestazioni promesse ed ha sempre assolto con puntualità e precisione a tutti gli obblighi gestionali e agli adempimenti previsti dalla legge”. Il Sindacato richiama anche la circostanza dell’ispezione che Covip condusse sul Fondo nel 2012, “protrattasi per ben tre mesi e conclusasi senza alcuna osservazione in merito né al bilancio attuariale, né al regime di prestazione definita vigente”. Sul disavanzo prospettico SNA spiega che si tratta di valutazioni aventi carattere “presuntivo e ampiamente variabile” a causa della loro natura previsionale e a lunghissimo termine. A questo proposito il documento si sofferma sulle diverse valutazioni dell’entità del disavanzo emerse a seguito di calcoli effettuati in diversi momenti, passando dai 780 milioni di euro dello “stress test” a 50 anni effettuato nel 2013 ai 700 milioni stimati dopo qualche mese dal Consiglio di Amministrazione, ai 580 milioni calcolati recentemente dal Commissario Straordinario, la cui valutazione, peraltro, non considera né le plusvalenze sui titoli a bilancio né le rivalutazioni del patrimonio immobiliare.

Il documento ripercorre la recente storia del Fondo, dai piani di risanamento non accettati dall’Ania fino al commissariamento, soffermandosi sull’illegittimità degli atti dei quali viene richiesto l’annullamento e sul grave pregiudizio arrecato dagli stessi. 

Contemporaneamente al ricorso al Presidente della Repubblica, SNA ha depositato presso il Ministero del Lavoro e la  Covip una richiesta di accesso agli atti che intende impugnare. “Tali atti – si legge nella richiesta –  sono illegittimi e gravemente pregiudizievoli per l’esponente Associazione, alla quale non è stato consentito di prendere parte all’istruttoria finalizzata all’adozione di detti provvedimenti e di acquisire gli atti e i documenti del relativo procedimento”. Il Sindacato Nazionale Agenti non intende, dunqu,e considerare chiusa la partita e si rivolge alla più alta carica dello stato per ottenere, per il Fondo Pensione e per i diritti dei suoi iscritti e pensionati, la meritata attenzione e considerazione, auspicando un intervento che impedisca il compimento di un’iniquità.
Mario Alberti

via SNA channel

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