Will Towers Watson promuove la “Cyber Risk Culture Survey Solution”

La società internazionale specializzata nella consulenza e nel brokeraggio assicurativo ha tratto le sue conclusioni: molte imprese continuano a concentrarsi sempre più sull’ aspetto tecnologico di difesa informatica non curando i rischi legati alle persone, problematica segnalata soprattutto riguardo la violazione dei dai personali.

In maniera approfondita, dai dati relativi ai reclami, si evince:

negligenza degli impiegati o atti di malafede rappresentano i due terzi (66%) delle violazioni informatiche, al contrario solo il 18% è direttamente correlato ad una minaccia esterna, e le cyber estorsioni rappresentano solo il 2% di questi. Inoltre, circa il 90% di tutti i reclami informatici sono il risultato di errore o comportamento umano“.

Per rimediare a questo malessere generale, WIllis Towers Whatson ha messo sul mercato un nuovo sondaggio tra i dipendenti, una Cyber risk culture survey solution, focalizzato sul rischio informatico.

L’analisi nasce con l’obiettivo di aiutare le aziende nell’affrontare il problema, fornendo strumenti di monitoraggio dei comportamenti dei dipendenti, in modo tale da rilevare il livello di rischio per mitigarlo e costituire una cyber workforce.

Anthony Dagostino, responsabile del cyber risk globale di Willis Towers Watson, ha dichiarato:

“Le evidenze suggeriscono che molte aziende stanno adoperando un approccio troppo tecnocratico al rischio informatico e stanno rischiando di perdere di vista il quadro generale. Anche se la tecnologia ha un ruolo importante, dovrebbe essere collegata alla comprensione del fattore umano. Nella realtà, è più probabile che i dati vengano compromessi per una dimenticanza del lavoratore del proprio laptop su un treno piuttosto che da un hacker. Crediamo fortemente che una cultura aziendale e una forza lavoro consapevole del rischio informatico siano la prima linea di difesa contro questo tipo di rischio”.

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Categorie Assicurazioni,News,Tecnologia

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