Credito e Banca d’italia: continua la dinamica espansiva

Dall’ultimo bollettino economico della Banca d’Italia è emerso che la crescita dei mutui è lievemente diminuita (al 2,5 per cento) mentre si è rafforzata quella del credito al consumo.
Fino a fine maggio è proseguita l’espansione del credito al settore privato non finanziario (1,3 per cento, correggendo per i fattori stagionali e in ragione d’anno), sospinta dai prestiti alle famiglie (in aumento del 2,8 per cento).

Inoltre i prestiti alle imprese hanno ristagnato sui tre e sui dodici mesi (0,2 e 0,3 per cento, rispettivamente). A fronte del basso livello del costo del credito e del graduale rafforzamento delle prospettive di crescita, le richieste di finanziamento bancario da parte delle aziende sono frenate dalla loro ampia disponibilità di liquidità.

Tra febbraio e maggio la raccolta complessiva delle banche italiane è aumentata; l’incremento dei depositi dei residenti e il marcato ricorso alle operazioni di rifinanziamento presso l’Eurosistema hanno più che compensato il calo della raccolta all’ingrosso e delle obbligazioni collocate allo sportello.

I sondaggi condotti in giugno dall’Istat e dalla Banca d’Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore presso le aziende riportano condizioni di accesso al credito nel complesso favorevoli, pur con andamenti differenziati per imprese di diversi settori di attività economica. Le banche intervistate nell’ambito dell’indagine trimestrale sul credito bancario nell’area dell’euro hanno segnalato un lieve allentamento delle politiche di offerta nel primo trimestre del 2017.

A maggio il tasso medio sui nuovi prestiti alle imprese è stato pari all’1,6 per cento, su livelli storicamente contenuti.

Il costo dei nuovi mutui è diminuito di circa un decimo per le erogazioni a tasso variabile (1,7 per cento) ed è rimasto stabile per quelle a tasso fisso (al 2,3 per cento). Il differenziale con l’area dell’euro è sostanzialmente nullo per i prestiti alle imprese e si è confermato su valori molto contenuti per quelli alle famiglie (29 punti base). Il tasso di deterioramento del credito delle banche italiane, beneficiando del più favorevole quadro macroeconomico, è tornato ai livelli pre-crisi per le esposizioni verso le famiglie, mentre si attesta su valori di poco superiori per i prestiti verso le imprese. Nel primo trimestre del 2017 il flusso dei nuovi crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti, al netto dei fattori stagionali e in ragione d’anno, si è attestato al 2,4 per cento; per i prestiti alle imprese al 3,6 per cento e per quelli alle famiglie all’1,6.

Per il complesso dei gruppi classificati come significativi ai fini di vigilanza, nel primo trimestre l’incidenza dei prestiti deteriorati sul totale dei finanziamenti si è ridotta rispetto al trimestre precedente, sia al lordo sia al netto delle rettifiche di valore (dal 17,6 al 17,5 per cento e dal 9,4 al 9,2 per cento, rispettivamente).

Il tasso di copertura (misurato dal rapporto tra le rettifiche e la consistenza dei prestiti deteriorati) ha continuato a crescere, salendo dal 51,7 al 52,8 per cento; è superiore di circa otto punti percentuali rispetto a quello medio delle principali banche europee. Le operazioni di cessione o cartolarizzazione attualmente in corso determineranno un’ulteriore marcata flessione della consistenza delle esposizioni deteriorate nette.

Via Simplybiz

Categorie Mutui e prestiti,News

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