Lettera aperta del Presidente Nazionale SNA

Claudio Demozzi: il Sindacato non svende le pensioni degli agenti

MILANO – Lettera aperta del Presidente Nazionale SNA, Claudio Demozzi. In queste ore è stata inoltrata a tutti gli iscritti (e non) al Sindacato una missiva per spiegare le motivazioni che hanno spinto a rigettare il piano offerto dal Commissario Straordinario del Fonage, Ermanno Martinetto. Nero su bianco.

“Ti è certamente noto – scrive il Presidente Demozzi – che il Sindacato Nazionale Agenti non ha aderito al piano di riequilibrio del Fondo Pensione Agenti, predisposto dal Commissario straordinario Dr. Ermanno Martinetto sulla base dei calcoli elaborati dagli uffici dello stesso Fondo Pensione Agenti. I calcoli, che si sviluppano partendo da una serie di ipotesi tecniche ed attuariali, sono naturalmente soggetti a diverse interpretazioni cosi come lo sono le stesse ipotesi tecniche ed attuariali. La misura dello squilibrio attuariale, ad esempio, e’ stata ridimensionata, dal Commissario, da quasi 800 milioni di euro dello scorso anno a meno di 500 milioni di euro, ma sulla base di nuove valutazioni e secondo alcuni esperti potrebbe essere ulteriormente ridotta a poco più di 200 milioni di euro.

In ogni caso, – prosegue Demozzi – la decisione di non sottoscrivere il piano del Commissario, immediatamente accettato dall’Ania, da Anapa e da Unapass, è stata assunta dall’Esecutivo Nazionale dopo una completa disamina di tutti gli aspetti, anche giuridici, legati alla complessa vicenda dello squilibrio finanziario prospettico del Fondo. Sono stati acquisiti, tra l’altro, alcuni autorevoli pareri pro-veritate che escludono che qualsiasi Rappresentanza degli Agenti possa sottoscrivere il piano e quindi disporre dei diritti pensionistici degli Iscritti a Fonage. Le pressioni di alcuni noti esponenti sindacali al riguardo lasciano alquanto perplessi, cosi come lascia perplessi l’insistenza con la quale il Commissario straordinario del Fondo ha ripetutamente invitato Sna ad accettare incondizionatamente il piano taglia pensioni da egli predisposto, anche dopo lo scadere dei ripetuti “ultimatum”.

Rispetto al piano Ania proposto lo scorso anno, immediatamente accettato da Anapa e Unapass, Il Sindacato ha più volte chiarito come lo stesso sia stato ritenuto inaccettabile. Il piano prevedeva non soltanto di snaturare l’impianto del Fondo, azzerando di fatto il principio solidaristico alla base della sua stessa costituzione, ma per la sua realizzazione, stante l’indisponibilità delle imprese a contribuire finanziariamente in misura adeguata, erano previsti tagli che, in alcuni casi, avrebbero inciso fino al 70% delle prestazioni pensionistiche.

Come detto, sul ruolo dell’Amministrazione straordinaria, sulle modalità di intervento, sulle facoltà decisionali delle parti coinvolte, Sna ha acquisito pareri di illustri professionisti specialisti nella materia. Sono proprio questi pareri che hanno permesso di confermare quanto sostenuto, fin dal primo giorno, da Francesco Libutti, componente l Esecutivo Nazionale SNA con delega a FONAGE e cioè che non esiste alcuna norma che prevede, né consente, che le parti istitutive del Fondo o altri soggetti approvino il piano di equilibrio predisposto dall’Amministrazione straordinaria. Il Piano di equilibrio, pertanto, unitamente al parere del Comitato di sorveglianza, deve essere trasmesso dal Commissario alla Covip che dovrà decidere in ordine alla sua approvazione.

Quanto alla prospettiva di messa in liquidazione del Fondo, autentico spauracchio in questi giorni utilizzato ad arte da alcuni per diffondere un panico ingiustificato tra gli agenti, – sottolinea il Presidente Nazionale SNA – è bene sapere che la Covip potrebbe decidere in tal senso, a norma di legge, solo quando le irregolarità nell’amministrazione o le violazioni delle disposizioni legislative, amministrative o statutarie o le perdite del patrimonio fossero di “eccezionale gravità”. L’amministrazione straordinaria, invece, è disposta quando risultino “gravi irregolarità” nell’amministrazione, ovvero gravi violazioni delle disposizioni legislative, amministrative o statutarie che regolano l’attività del Fondo pensione, o quando siano previste “gravi perdite” del patrimonio o lo scioglimento sia richiesto con istanza motivata dagli Organi amministrativi, ovvero dall’Assemblea straordinaria. Per porre in liquidazione il Fondo, dunque, la Covip dovrebbe motivare che ricorrono violazioni normative o perdite patrimoniali che, da “gravi”, sarebbero state accertate, nel corso dell’amministrazione straordinaria, come di “eccezionale gravità”.

La mancata adesione del Sindacato al piano di riequilibrio, dunque, non può essere spacciata come la causa di un’automatica messa in liquidazione del Fondo Pensione Agenti. Lo stesso Commissario straordinario, nella sua lettera del 9 settembre in risposta alla nota inviata da SNA scriveva: “se non c’è accordo delle fonti istitutive/parti sociali la Covip dovrà prima deliberare, ai sensi dell’art. 6 DM 259/2012, i criteri sulla base dei quali dovrà essere effettuato il taglio delle prestazioni in corso di pagamento e di quelle future. In tal caso il piano definitivo dovrà essere predisposto dall’Amministrazione straordinaria entro il 9/10/2015. In entrambi i casi il piano definitivo è soggetto all’approvazione della Covip nel termine di 90 giorni.” Il documento di presentazione del piano del Commissario straordinario, inoltre, certifica che l’equilibrio del Fondo è garantito attraverso un taglio delle prestazioni del 41,3%. Questo sarebbe il limite massimo teorico di intervento che, lasciando momentaneamente da parte le nostre considerazioni sulla sua eccessiva onerosità, dimostra l’inconsistenza dell’ipotesi della messa in liquidazione coatta amministrativa del Fondo, per il quale lo stesso Commissario ha individuato una possibilità concreta di equilibrio.
Questi sono, in estrema sintesi, – conclude Claudio Demozzi – i motivi per i quali SNA non ha aderito alla proposta del Commissario e, con la consapevolezza che esistano altre vie per il riequilibrio finanziario del Fondo, già ampiamente esposte nei tre piani a suo tempo sostenuti dal Sindacato, intende andare avanti nella sua azione di difesa dei diritti degli iscritti al Fondo, attivi e pensionati. Su questo fronte, il Sindacato sta valutando nuove specifiche iniziative delle quali daremo presto notizia attraverso il nostro giornale web www.snachannel.it e con apposita newsletter.
Per quanto riguarda i diritti individuali dei singoli colleghi, pensionati e attivi, il Sindacato è pronto ad assistere tutti coloro che intenderanno agire. Le nostre Sezioni Provinciali e la nostra struttura di Milano, in via Lanzone 2, sono attrezzate per garantire a tutti gli agenti la migliore tutela”.
Luigi Giorgetti

via SNA channel

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