Broker, Agenti, reti distributive e Marketing

Eccoci con il primo numero della rubrica che ho l’onere e l’onore di poter scrivere. Quando mi hanno chiesto se ero disponibile ad avere una mia rubrica su IntermediaDaily ho subito accettato con grande piacere perchè è sempre molto bello poter dire la propria – l’ho fatto più volte con 10 libri scritti negli ultimi 12 anni – e, magari, poter mettere a fattor comune le proprie esperienze – positive o negative che siano – vissute nel mondo lavorativo e dell’intermediazione.

Ho pensato molto su che cosa poter far vertere principalmente la rubrica e poi mi sono reso conto che avrei potuto parlare serenemente di Broker, Agenti, delle reti distributive e del Marketing connesso ad esse. Questo perchè nella mia vita lavorativa ho iniziato come produttore di una piccola agenzia, sono diventato sub agente, poi procuratore unico di Agenzia, broker presso intermediario internazionale ed infine uomo di Compagnia con diversi ruoli. Nel frattempo ho cercato di documentarmi, studiare, ascoltare persone che ne sapevano più di me per esperienza. Sinceramente oggi molti giovani non fanno: ascoltare chi ha maggiormente esperienza. Comunque non voglio parlare di me, voglio affrontare il primo argomento della rubrica: I giovani, l’Università e l’Industria Assicurativa.

Sappiamo, stando ai dati trasmessi e pubblicati da ANIA – lo abbiamo anche ascoltato dalle parole della Presidente Maria Bianca Farina – che l’industria assicurativa italiana negli ultimi anni è cresciuta molto, con premi che nel 2016 sono stati pari a 134 miliardi, il 6% del pil e 741 miliardi di investimenti, che rappresentano il 44% del prodotto interno lordo. Ci rendiamo conto quello che vuole dire veramente? Vuole dire che l’industria assicurativa, seppur “sottosviluppata” dal punto di vista dei rami danni, perchè tutti i dati lo ricordano – per esempio nella protezione della casa degli italiani il premio assicurativo pro capite per assicurare l’abitazione in Italia è pari a 83 euro, contro i 220 euro della Germania e i 253 della Francia e soltanto il 5% delle abitazioni è assicurato contro il terremoto e le alluvioni, nonostante gli alti rischi di calamità naturali che caratterizzano il territorio italiano – è un’industria importante, aggiungerei, essenziale, per il nostro Paese.

Per questi motivi e per la potenzialità inespressa, se fossi un giovane laureato, guarderei con occhio interessato questo mondo e se non avessi occhi per vedere ciò, dovrebbe esser il sistema universitario italiano a darmi la vista e la preparazione per questo mondo che necessita sicuramente di persone preparate, in gamba e con forte spinta motivazionale per far si che sia sempre più competitivo nella globalizzazione che caratterizza la nostra economia. Basti vedere i premi intermediati dalle Compagnie estere – in LPS – presenti in Italia che sono circa 10 miliardi.

Quello che mi interessa ovviamente sottolineare è che le Compagnie dovrebbero maggiormente investire nel sistema universitario per creare master e corsi universitari che diano concretezza, nei vari settori, oltre allo studio con momenti di lavoro reale. In soldoni credo che questo importante patrimonio del sistema Italia sia doveroso proteggerlo anche e soprattutto passando dalle nuove generazioni. Non dimentichiamo come la stessa Presidente Farina ha sottolineato più volte che ci sono spinte tecnologiche molto violente e per abbracciarle senza esserne travolti bisogna esser pronti. Credo che essere pronti voglia dire anche avere le risorse – uomini e donne – preparate alle tecnologie applicate all’Industria Assicurativa. Oggi, più che mai, credo che i giovani siano sempre più importanti in questo processo tecnologico. Se mi fossi appena laureato oggi, come ieri, mi dedicherei al mondo assicurativo. Quello che voglio dire con totale franchezza, che i giovani dovrebbero prendere in considerazione questo mondo importante anche perchè il cambio generazionale è fondamentale sia per la distribuzione, le direzioni e per il benessere del sistema.

Lo so, possono sembrare ovvietà, ma così non è, soprattutto dal punto di vista dei giovani. I millennials, soprattutto all’estero, vedono di buon occhio il mondo assicurativo per dare stabilità alla loro vita, sono sicuro che ciò succederà anche in Italia, basta una buona e motivata comunicazione da parte di tutti i soggetti coninvolti in questo processo. Le menti fertili e meritevoli devono avere e trovare il loro spazio.

Il prossimo articolo uscirà il 12 agosto. Se avete delle richieste particolari, dei commenti, dei suggerimenti su temi da trattare potrete mandare email a m.odepemko(at)ilbroker.it risponderò a tutti voi.

Mirko Odepemko

Mirko Odepemko si è laureato in Giurisprudenza (vecchio ordinamento) presso Università di Genova e ha frequentato Master in Comunicazione e Relazioni Pubbliche. Opera nel comparto assicurativo da oltre 12 anni ricoprendo vari ruoli all’interno del mondo agenziale, di brokeraggio e delle direzioni di Compagnie Assicurative sino a diventare Responsabile Nazionale Canale Broker per Compagnia facente parte di un’importante gruppo italiano e, da alcuni mesi, condividendo la sfida, Responsable Alternative Distribution Channels per la stessa Compagnia. E’ autore di alcuni testi di riferimento (8 libri e un manuale) per il settore banca e assicurazione e ha fondato 4 anni fa un blog che è diventata una rivista telematica di riferimento per gli intermediari www.ilbroker.it; per questi motivi gode nel settore di ampia notorietà e credibilità.

Categorie Focus,i Broker Assicurativi,News

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