Assicurazioni, netto calo della raccolta premi. Scendono le tariffe Rc Auto

I dati relativi all’attività del 2016: la raccolta dell’industria è scesa di oltre otto punti percentuali, a quota 134 miliardi. I premi per le vetture sono calati del 5,6% su un parco auto stabile. Solo il 16% dei giovani iscritti alla previdenza integrativa

L’industria assicurativa soffre un forte calo della raccolta di denari dai clienti, che dal loro canto possono registrare la diminuzione del costo dell’Rc Auto che assottiglia il divario dal resto dell’Europa. Un margine che resta comunque significativo, indicato intorno ai 100 euro a testa.

Sono alcune delle risultanze dell’assemblea Ania, l’Associazione delle compagnie assicurative, dalla quale è emerso che la raccolta premi complessiva del comparto assicurativo italiano nel 2016 si è attestata a 134 miliardi, con una flessione dell’8,2% rispetto all’anno precedente. “Nel 2016 – ha detto la presidente dell’ania, Maria Bianca Farina – a causa della ripresa economia contenuta, dei tassi di interesse ancora molto bassi e dei mercati finanziari volatili, per la prima volta, dopo 3 anni consecutivi di crescita, la raccolta del comparto Vita, pari a 102 miliardi di euro, è diminuita dell’11%, rispetto al massimo storico registrato nel 2015”.

La notizia positiva – per gli automobilisti – è che nel 2016 i premi del ramo Rc Auto in Italia si sono attestati a 13,5 miliardi di euro, con una flessione del 5,6% rispetto al 2015. Si tratta della quinta flessione consecutiva, ha aggiunto la presidente Ania, nonostante “un parco veicoli assicurati che è rimasto sostanzialmente invariato”. Di conseguenza si è ridotto il gap tariffario, ormai pari a 100 euro, rispetto alla media di Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. In sensibile peggioramento, infine, il risultato tecnico complessivo del ramo Rc Auto, che si è pressochè dimezzato.

Tra gli sviluppi doverosi del settore c’è la sfida dei giovani, ha ricordato Farina: il sistema assicurativo è pronto ad affrontare la sfida “dell’innovazione” e a un “cambiamento radicale” per intercettare i nuovi bisogni e “colmare l’attuale sotto-assicurazione” che vede ad esempio sul fronte della previdenza
integrativa una adesione di appena il 16% del bacino dei giovani potenzialmente iscritti. La presidente ha spiegato che è “indispensabile che la spesa delle famiglie venga indirizzata verso forme mutualistiche” per attuare “un sistema integrato tra pubblico e privato”.

Via La Repubblica

Categorie Assicurazioni,News

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