Assicurazione vita: cosa succede in caso di suicidio

Le polizze vita temporanee caso morte o a vita intera, garantiscono agli eredi un risarcimento qualora, secondo i temrini stabiliti dal contratto assicurativo, si verifichi la morte del contraente/assicurato. Il alcuni casi però l’indennizzo non è dovuto, come quando operano ad esempio le esclusioni assicurazione vita: ecco cosa succede in caso di suicidio, atti dolosi o altre ipotesi.

Chi sottoscrive assicurazioni vita deve fare attenzione al contenuto del contratto e alle clausole di esclusione del risarcimento. Lo scopo della polizza è quello di garantire agli eredi un capitale da utilizzare alla morte dell’assicurato, ma la liquidazione della somma può essere impedita da alcuni eventi, come il mancato pagamento del premio. E’ importante sapere inoltre cosa succede in caso di suicidio e atti dolosi per comprendere meglio il funzionamento dell’assicurazione vita.

La seguente Guida si rivolge a chi ha stipulato o sta per stipulare polizze vita temporanee caso morte o a vita intera, che imperniano proprio sull’evento decesso il diritto al risarcimento.

Le esclusioni del risarcimento nell’assicurazione vita

Per affrontare l’argomento esclusioni e per comprendere cosa succede in caso di suicidio, bisogna partire dal presupposto che l’assicurazione vita si impegna a versare nelle mani degli eredi il capitale accumulato del contraente ad alcune condizioni. Affinché la liquidazione vada a buon fine infatti, non solo deve verificarsi l’evento decesso, ma devono “non verificarsi” altri comportamenti, condotte dell’assicurato o degli eredi che possono ostacolare il risarcimento.

Il primo obbligo del contraente è quello di versare il premio pattutito alla sottoscrizione delle assicurazioni vita. Se l’assicurato si rivela inadempiente ad esempio, cioè omette i dovuti pagamenti, ecco che l’assicurazione vita non è più tenuta a rispettare i propri obblighi, in primis quello di risarcire gli eredi. Questa è la più frequente e ovvia delle esclusioni del risarcimento nell’assicurazione vita, ma ne esistono molte altre, tutte contenute in clausole e postille ricavabili dall’attenta lettura del contratto assicurativo.

La risposta alla domanda cosa succede in caso di suicidio dell’assicurato è contenuta nell’articolo 1927 del Codice Civile. Prima di analizzare le conseguenze del suicidio sul risarcimento però, vediamo quali sono le esclusioni più frequenti presenti nei contratti relativi a polizze vita temporanee caso morte o a vita intera.

Ecco l’elenco:

  • attività dolosa del contraente o del beneficiario (l’art. 1900 c.c. dispone la non assicurabilità degli eventi dolosi che possono creare un interesse economico alla provocazione dell’evento, come l’omicidio commesso dall’erede per ottenere il risarcimento);
  • partecipazione dell’assicurato a delitti dolosi (ad esempio la morte provocata da uno sparo quando il contraente ha commesso una rapina);
  • partecipazione attiva dell’assicurato ad eventi di guerra (anche qui, non è la mera partecipazione ad attività di guerriglia che esclude il risarcimento, ma il decesso intervenuto a causa dell’attività);
  • eventi causati da armi nucleari o da radiazioni (è l’ipotesi di esposizione dell’assicurato a professioni o attività estremamente a rischio);
  • incidente di volo, se l’assicurato viaggia a bordo di aeromobile non autorizzato al volo o con pilota non titolare di brevetto idoneo oppure se l’assicurato viaggia in qualità di membro dell’equipaggio;
  • suicidio se avviene nei primi due anni dall’entrata in vigore dell’assicurazione vita;
  • attività sportive praticate non dichiarate alla data della sottoscrizione della proposta di assicurazione o successivamente; guida di veicoli o natanti a motore per i quali l’assicurato non sia regolarmente abilitato a norma delle disposizioni in vigore.

Si ricorda che ogni contratto di assicurazione vita è a sé e può contenere altre specifiche esclusioni.

Cosa succede in caso di suicidio dell’assicurato

Abbiamo visto come il decesso provocato e inflitto dal contraente/assicurato rientra fra le clasuole di esclusione del risarcimento nelle polizze vita temporanee caso morte o a vita intera. L’articolo del Codice Civile che approfondisce l’argomento è il n°1927, di cui si riporta il testo. Ecco cosa succede in caso di suicidio:

In caso di suicidio dell’assicurato, avvenuto prima che siano decorsi due anni dalla stipulazione del contratto, l’assicuratore non è tenuto al pagamento delle somme assicurate, salvo patto contrario.
L’assicuratore non è nemmeno obbligato se, essendovi stata sospensione del contratto per mancato pagamento dei premi, non sono decorsi due anni dal giorno in cui la sospensione è cessata.

Via SOStariffe.it

Categorie News

Tags:

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Close
Please support the site
By clicking any of these buttons you help our site to get better