Grassi sotto i riflettori: assemblea dei soci Itas post scandalo

Domani, 27 Aprile 2017, ci sarà l’assemblea di fuoco dei soci Itas, società mutua di assicurazioni che, già da un po’, è sotto i riflettori.

All’ordine del giorno c’è l’approvazione del bilancio del 2016, chiuso con un utile di circa 26 milioni di euro.
Si parlerà anche della modifica che porterebbe al consenso del quarto mandato al presidente Giovanni Di Benedetto, il quale vede il suo ruolo confermato, al momento, fino a maggio del 2018.

I riflettori quindi non si spengono. L’itas continua ad essere un argomento principale tra le fila assicurative. Tutto parte da quanto accaduto tra le alte cariche dove, il direttore generale Grassi, ha fatto un passo indietro ed ha rassegnato le dimissioni, ha seguito dello scaldato relativo a spese e truffe.

Porsche e Ferrari per gli alti dirigenti, bonus per i più “meritevoli” o fedelissimi, borse e portafogli griffati, aumenti notevoli per i vertici aziendali (a marzo 2016 Grassi avrebbe avuto un aumento di stipendio annuo di 150mila euro lordi).

Sul sito ladige.it si legge che i bonus distribuiti dall’ azienda erano comunque davvero “interessanti”. Permettevano per esempio ai manager meritevoli di rinnovare il guardaroba a spese di Itas e facevano nel contempo la fortuna dei pochi negozi scelti come fornitori ufficiali.

Su Grassi pesa l’accusa di estorsione nei confronti di Di Benedetto, di truffa e calunnia. Nella documentazione stilata dal Ros viene dichiarato che Grassi, in alcune mail si definiva lo Zeus del Trentino, in grado di coccolare gli appartenenti al suo “cerchio magico” con auto di lusso, ristrutturazioni di appartamenti ed altre spese folli.

Il calderone è stato aperto da una collaboratrice di Grassi la quale, dopo il licenziamento, ha deciso di raccontare tutto l’agire del suo capo, portando alla luce dinamiche e condizioni a tutti, fino al momento delle dichiarazioni, sconosciute.

Una figura importante in questa vicenda è quella della moglie dell’ex dg, assunta da un’azienda che aveva rapporti commerciali con Itas: la Target sas.

Quando nel 2012 Grassi si separa dalla moglie l’assegno di mantenimento, accordato tra le parti, era pari a 1770 euro a patto che Itas continuasse la collaborazione con Target fino al 2015. In caso contrario il mantenimento pattuito sarebbe stato sottoposto a revisione.

Il magistrato, relativamente a questa manovra, ha affermato che in questo modo si poneva l’assegno del mantenimeto per l’ex coniuge a carico di Target e quindi, in definitiva, a carico di Itas”.
Il Gip Marco La Ganga, ha dichiarato:

” Grassi quale direttore generale di Itas decideva di utilizzare la ditta Target sas come soggetto cui alcuni fornitori di Itas avrebbero dovuto fatturare beni e servizi, che sarebbero poi stati rifatturati da Target ad Itas a prezzi maggiorati e con causali idonee a consentire di farle apparire come spese di rappresentanza, in questo modo nel solo anno 2011 Target aveva fatturato ad Itas beni e servizi per 560 mila euro”.

Condizione sfavorevole in continuo aggiornamento. Infatti Grassi è finito anche nel mirino degli artigiani per la sua attività immobiliare (attività svolta sia in proprio che in qualità di direttore generale della compagnia assicurativa), nella quale ha ottenuto nel giro di un anno una maxiplusvalenza immobiliare di quasi 200 mila euro, il 35% del valore dell’immobile venduto. Gli esiti di questa attività non hanno risvolti penali ma fanno arrabbiare centinaia di artigiani e fornitori di una storica impresa edile trentina finita in crisi.

Categorie Assicurazioni,News

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