Anticipo Pensione un affare per Banche e Assicurazioni

n queste ultime settimane si sta discutendo moltissimo del provvedimento che il Governo vorrebbe mettere in atto e che riguarda la Pensione Anticipata, in queste ultime settimane si sono susseguiti diversi incontri tra Governo e Sindacati i quali hanno manifestato più di una volta il pessimo progetto che il governo ha presentato, noi di BlogLavoro abbiamo analizzato la proposta del Governo da un punto di vista puramente economico ed il risultato che ne viene fuori è che si tratta di una vero e proprio affare economico per banche ed assicurazioni, ma andiamo con ordine ed analizziamo dall’inzio l’attuale contesto sociale.

Anticipo Pensione un affare per Banche e Assicurazioni
L’età per andare in pensione si allontana sempre di più, oramai bisogna aspettare circa i 67 anni di età e questo è un bel guaio per i lavoratori, che sono troppo stanchi per lavorare fino a questa età, per i giovani che non trovano posti di lavoro che restano sempre occupati proprio a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile ed infine per le imprese che si ritrovano lavoratori pochi aggiornati con poca voglia di impegnarsi proprio perchè stanchi.

E allora? Il governo ha tirato fuori dal cilindro l’ipotesi dell’anticipo pensionistico, in pratica per chi lo vorrà si potrà andare in pensione qualche anno prima dell’età pensionabile, in apparenza potrebbe essere una buona idea ma chi ci mette i soldi per attuare il progetto? Non lo stato naturalmente a causa dei vincoli europei che impediscono di cacciare troppo denaro per mantenre i conti a posto, allora i soldi ce li mettono le banche facendosi ovviamente pagare gli interessi.

Secondo la proposta del governo i cittadini dovranno chiedere un prestito alle banche che pagheranno loro la pensione per gli anni di anticipo, il debito dovrà essere restituito in 20 anni, in pratica i pensionati si troveranno la pensione decurata, di quanto? facciamo qualche esempio pratico su una pensione di 1.500 € mensili ipotizzando di voler andare in pensione anticipatamente di 2 anni, per questi 2 anni la banca pagherà la tua pensione dandoti 39.000 €, tu ripagherai questo prestito alla banca attraverso un mutuo ventennale con un’interesse al 3% fisso.

Il risultato sarà che in 20 anni il pensionato restituirà 51.900 € per cui la banca intascherà 12.900 € di solo interesse, con delle rate mensili a carico del pensionato di 216 € che di fatto decurteranno la pensione dai 1.500 € iniziali ai 1284 € finali.

Ovviamente un prestito di 20 anni ad una persona che ha più di 65 anni è un rischio, un’ipotesi non improbabile è quella della morte del pensionato prima che estingua il debito, ecco che entrano in gioco le assicurazioni che dovranno garantire il saldo del prestito in caso di morte del pensionato. In casi del genere le assicurazioni costano parecchio poichè il rischio è elevato, ecco la previdenza sociale viene trasformata in finanza e nel particolare a guadagnarsi sono le banche e le assicurazioni.

A confermare ciò è stato anche Tommaso Nannicini sottosegretario alla presidenza del consiglio, uomo fidato di Mattero Renzi che sta curando il dossier, “Si ad un mercato degli anticpi previdenziali, conivolgendo banche ed assicurazioni!”

Lo stato mette nel piatto pochi spiccioli, l’anticipo se lo pagheranno tutto i pensionati, a tal proposito è stato chiesto anche al presidente dell’INPS Boeri cosa pensasse dell’anticipo pensionistico e del favore che il governo stesse facendo a banche e assicurazioni, ma il presidente incalzato più volte con la medesima domanda non ha emesso una parola.

Le stesse domande sono state poste ad Antonio Patuelli presidenti dell’ABI Associazione Banche Italiane, il quale ha si risposto alle domande ma ha affermato che secondi lui non si tratta di nessun favore fatto alle banche ma di semplice lavoro per queste ultime, cosa avrebbe mai potuto rispondere?

La realtà è ben diversa, Banche e Assicurazioni ci guadagnano, il Governo ci guadagna perchè mette pochi soldi ed i pensionati ci perdono non solo perchè si vedono decurtati una parte dell’assegno di pensione ma soprattutto perchè dopo aver versato i contributi per tanti anni si vedono costretti ad accendere un mutuo di 20 anni per andare in pensione appena qualche anno prima.

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