L’ania indica le strategie giuste in termini di previdenza, sanità e calamità

Maria Bianca Farina, presidente dell’Ania, durante l’ultima assemblea dell’associazione ha fatto il punto della situazione sullo stato dell’assicurazione italiana nel 2016 e sulle future opportunità del settore, indicando in particolare tre ambiti di interesse: previdenza, sanità e calamità naturali psp 이니셜 d.

Di fatti ha dichiarato:

“In generale siamo convinti che, in questi ambiti, sia necessario attuare un sistema integrato fra pubblico e privato che consenta una gestione più equa ed efficiente dei vari tipi di rischio 밴드 사진첩. Il settore assicurativo da tempo si è dichiarato pronto a questa sfida. Abbiamo progetti e proposte che ci auguriamo di poter condividere con il Governo e gli altri stakeholders” 다운로드.

Previdenza

Gli iscritti al sistema integrativo nel nostro Paese sono meno di 8 milioni, cioè circa un quarto dei lavoratori 디스코드 봇 다운로드. Le adesioni sono ancora scarse proprio tra i lavoratori con bisogni di welfare maggiori, come i giovani, le donne, i dipendenti delle Pmi.

Nel 2016, su 4.168 miliardi di risparmio finanziario solo 151 miliardi sono stati destinati dagli italiani alla previdenza complementare: si tratta di un’allocazione inefficiente della ricchezza, che va assolutamente corretta per evitare un ulteriore ampliamento del pension gap 다운로드.

La dott.ssa Farina, per rilanciare le adesioni alla previdenza complementare, propone di “accrescere la consapevolezza dei lavoratori in merito ai propri bisogni previdenziali.”

Sanità

La spesa sanitaria complessiva è stata pari nel 2016 a circa 149 miliardi di euro, quasi il 9% del Pil 다운로드. Di questi, circa tre quarti (112,5 miliardi) sono relativi alla spesa pubblica e i restanti 37 miliardi a quella privata. A fronte di una spesa sanitaria pubblica in valori assoluti sostanzialmente ferma negli ultimi anni, è in crescita quella privata 다운로드.

“Il sistema sanitario italiano è, di fatto, un sistema “duale”, pubblico e privato», ha detto il presidente dell’Ania 다운로드. Ma, a differenza degli altri Paesi europei, non esiste una chiara linea di demarcazione fra l’intervento pubblico e quello privato, per cui i cittadini si trovano a dover sostenere di tasca propria anche spese per servizi sanitari che comunque sarebbero offerti dal sistema pubblico 다운로드. Ne deriva una situazione poco efficiente, con un elevato livello della spesa “out-of-pocket” e un peso contenuto della spesa privata mutualizzata: le forme sanitarie integrative, incluse le assicurazioni, rappresentano infatti in Italia solo il 9% della spesa privata, a fronte di valori sensibilmente più elevati in altri Paesi europei (ad esempio, in Francia è il 67%)”

Calamità naturali

Da recenti indagini risulta che circa il 40% delle abitazioni è costruito in zone classificate ad alto rischio sismico 다운로드. Più della metà dei Comuni italiani è esposto a un rischio elevato di frane o alluvioni. Ad aggravare lo scenario vi è la situazione del nostro patrimonio abitativo, che, per la carenza di interventi di messa in sicurezza, risulta altamente vulnerabile. È un patrimonio, inoltre, poco assicurato: circa il 40% delle abitazioni è coperto contro l’incendio; di queste, solo il 5% ha l’estensione di copertura contro il rischio sismico o alluvionale. Negli ultimi anni lo Stato ha sostenuto in media una spesa di oltre 3 miliardi di euro per la ricostruzione a seguito di un evento catastrofale. Se quella cifra fosse stata spesa, nel tempo, in misure di prevenzione del rischio, avremmo limitato il numero delle vittime e l’entità dei danni al territorio.

Farina conclude dicendo:

” L’inserimento di una nuova copertura assicurativa obbligatoria riguardante le calamità naturali potrebbe favorire il rispetto dei migliori standard di sicurezza. Siamo impegnati, con le Autorità competenti, sia a definire tali standard sia a valutare le opportune modalità di finanziamento della ricostruzione.”

Via tuttointermediari

Categorie Assicurazioni,News

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