Fisco in rete, le nuove funzioni del modello precompilato

Debuttano le spese sanitarie e i medicinali (ma non i farmaci da banco). Ora la dichiarazione per pensionati e dipendenti contiene (quasi) tutte le voci taglia tasse

Il 2016 è l’anno della svolta per il 730: dopo il debutto del 2015, la nuova versione precompilata contiene questa volta molti più dati e dovrebbe, almeno sulla carta, garantire una significativa semplificazione degli adempimenti per dipendenti e pensionati. Ricordiamo che resta, comunque, aperta la possibilità di presentare il 730 con le modalità ordinarie. E la scadenza è la medesima: 7 luglio.

L’identikit
Il modello «precompilato», messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate in un’area riservata del proprio sito Internet, contiene già i dati della Certificazione unica dei redditi da lavoro dipendente e assimilati o da pensione con le ritenute Irpef subite, le addizionali regionali e comunali, i dati dei familiari a carico. Dovrebbero risultare già inseriti anche gli interessi passivi sui mutui, i premi assicurativi, i contributi previdenziali obbligatori e quelli versati per i lavoratori domestici, i versamenti degli acconti d’imposta. Debuttano da quest’anno i dati delle spese sanitarie, le tasse universitarie, gli oneri sostenuti per la previdenza complementare, le spese funebri, le spese di ristrutturazione edilizia e quelle per il risparmio energetico e gli altri oneri che danno diritto ad una detrazione pluriennale che nel 2015 erano presenti solo per le rate successive alla prima, mentre da quest’anno dovrebbero comprendere anche le spese sostenute nel 2015. È questa una delle novità più sostanziose: in un foglio informativo allegato al 730, infatti, sono presenti i bonus che si riferiscono alle spese detraibili al 50% o 65% sostenute nel 2015, da convalidare o modificare. Le spese sanitarie incluse sono quelle trasmesse al Sistema tessera sanitaria da Asl, ospedali, istituti di cura pubblici e privati, medici e odontoiatri, nonché le spese per farmaci acquistati con la ricetta, mentre mancano i dati dei medicinali da banco per i quali non è obbligatoria la prescrizione, che andranno quindi inseriti dal contribuente.

Chi può utilizzarlo
Il 730 precompilato dovrebbe essere disponibile per i contribuenti che rispettano entrambi questi requisiti: 1) sono stati titolari nel 2015 di redditi di lavoro dipendente o assimilati (ad esempio i collaboratori) o di pensione, per i quali il sostituto d’imposta abbia trasmesso regolarmente la Certificazione unica entro il 7 marzo scorso; 2) per l’anno d’imposta 2014 hanno presentato il modello 730 o l’Unico. Il precompilato è previsto anche per chi ha presentato nel 2015 il 730 e/o il modello Unico con i soli quadri RW (beni all’estero), RM o RT, mentre non è disponibile per chi ha presentato più dichiarazioni (correttive nei termini, integrative, ecc.) e per chi ha anche la partita Iva, sempre nel 2015, pur avendo redditi di lavoro dipendente o da pensione. Per accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia Entrate, e vedere il proprio modello precompilato, occorre munirsi di password e codice Pin rilasciati dall’Agenzia delle Entrate, che possono essere richiesti online, per telefono (numero verde 848.800.444) o presso un ufficio dell’Agenzia, direttamente o tramite un soggetto delegato. In alternativa. Per chi ha già il codice Pin dispositivo rilasciato dall’Inps è possibile accedere al 730 precompilato tramite il portale dell’Istituto, senza dover richiedere nuove credenziali all’Agenzia delle Entrate. In alternativa si può usare la Carta nazionale servizi.

Le operazioni
Accedendo alla dichiarazione precompilata, il contribuente può visualizzare e controllare i dati già inseriti e verificare quelli che mancano o che sono non corretti. Le possibili azioni sono le seguenti: 1) confermare in toto il modello precompilato; 2) modificare il 730. Questo comporta la correzione dei dati già inseriti perché errati o incompleti o l’integrazione con dati mancanti (ad esempio un nuovo reddito, oppure le spese per attività sportive dei figli o gli scontrini per i farmaci da banco). Una volta che il 730 è completo, vanno controllati il proprio indirizzo e i dati del sostituto d’imposta che effettuerà il rimborso o le trattenute (va indicato quello attuale, se diverso da quello del 2015) e si può inserire la destinazione facoltativa dell’8 per mille e/o del 5 per mille e la nuova destinazione del 2 per mille a favore di un’associazione culturale iscritta in un apposito elenco istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri. Al termine, il modello 730 precompilato (invariato, modificato per correggere i dati già inseriti o integrato per aggiungere informazioni mancanti) può essere accettato e inviato via Internet o dal contribuente direttamente, oppure tramite un Caf o un professionista abilitato.

Gli effetti
Se il 730 viene «accettato» senza modifiche (o se le variazioni sono formali, ossia non incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta), non verrà effettuato dall’Agenzia delle Entrate il controllo documentale sugli oneri e sulle detrazioni spettanti. Sono considerate modifiche formali quelle su: dati anagrafici del contribuente (tranne il Comune di domicilio che incide sulle addizionali); dati del soggetto che effettua il conguaglio; codice fiscale del coniuge non fiscalmente a carico; scelta di utilizzo in compensazione dell’eventuale credito che risulta dal 730; scelta di non versare o ridurre gli acconti dovuti per il 2016; rateizzazione delle imposte dovute. In queste ipotesi, nel prospetto di liquidazione del modello 730 si può barrare la casella «Dichiarazione Precompilata – Accettata». La dichiarazione si considera invece «modificata» se si effettuano variazioni o integrazioni dei dati che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta. In tali casi, nel prospetto di liquidazione del 730 va barrata la casella «Dichiarazione Precompilata – Modificata» e non si fruisce del beneficio di evitare i controlli. *Associazione italiana dottori commercialisti

Via Corriere.it

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