9 Agosto 2007: ricordi della crisi finanziaria globale di 10 anni fa

Il mercoledì 9 agosto di dieci anni fa affiorarono i primi segnali di quella che sarebbe diventata una crisi finanziaria globale.

La banca francese BNP Paribas in quel giorno annunciò di aver congelato tre fondi d’investimento, in quanto la mancanza di scambi sui titoli subprime rendeva impossibile valutarli 다운로드. Il mercato delle obbligazioni si bloccò, colpendo investitori e banchieri centrali che fino a quel momento avevano sottovalutato il rischio di uno scoppio della bolla immobiliare americana per l’economia Usa.

Il 9 agosto 2007 segnò l’inizio della più grave perturbazione economica verificatasi dalla seconda guerra mondiale. Gli eventi di quel giovedì fecero immediatamente comprendere che gli eccessi del mercato dei prestiti subprime non sarebbero stati “contenuti”, come aveva predetto Ben Bernanke, allora presidente della Fed, pochi mesi prima 다운로드. Poche persone apprezzarono davvero la portata del disastro che si sarebbe sviluppato nei successivi 18 mesi.

Oggi è ampiamente condivisa l’analisi per cui l’industria finanziaria globale aveva una leva eccessiva, ovvero era indebitata per importi largamente eccedenti il suo capitale, che il mercato dei mutui statunitensi era ricco di prestiti che non sarebbero mai stati rimborsati, che gli investitori e le istituzioni finanziarie in tutto il mondo pagavano prezzi elevati per titoli che avevano un ottimo rating ma che invece erano davvero estremamente rischiosi.
Dieci anni dopo, è chiaro che quegli errori innescarono una crisi che nel 2008 avrebbe scosso il mondo dalle fondamenta, abbattendo banche d’investimento come Bear Stearns e Lehman Brothers e costringendo il governo americano a un salvataggio da 182 miliardi della compagnia assicurativa American International Group (Aig) 다운로드.

Ma nel 2007 queste conseguenze non erano evidenti nè ai top manager del settore finanziario nè ai banchieri centrali incaricati di sovrintenderli. L’economia americana stava crescendo a un ritmo di circa il 4% e il mercato azionario aveva toccato nuovi massimi. Molti erano convinti che il problema dei subprime si sarebbe placato 다운로드. Nella mente di molti, allora, il problema con cui Wall Street si dibatteva era un blackout di liquidità nella negoziazione di titoli rischiosi, che poteva essere risolto con ripetute infusioni di denaro da parte della banca centrale.

Con il senno di poi, Wall Street stava affrontando una vera e propria crisi di fiducia a tutto tondo, in un mondo finanziario le cui innumerevoli interconnessioni avrebbero contribuito a trasmettere e amplificarne le ripercussioni 다운로드.

Gli investitori sapevano ben prima di quel giorno che prima o poi i mutui subprime avrebbero causato delle perdite. Ma pochi si resero conto che il conto avrebbe avuto effetti distruttivi in Europa, migliaia di chilometri dall’epicentro della crisi subprime, il sud della California.

Gli investitori avevano compreso che lo scoppio della bolla immobiliare avrebbe colpito le finanze dei protagonisti del mercato dei mutui come Countrywide 크롬 유튜브 영상 다운로드.

Ma anche dopo che quella banca aveva messo in guardia, quel 9 agosto, dell’esistenza di un “disordine senza precedenti” sui mercati, pochi apprezzarono quanto gravemente compromesso sarebbe diventato l’intera industria dei mutui degli Stati Uniti in seguito all’aumento dei tassi, alla diminuzione del prezzo delle case e all’accumularsi di perdite sui crediti.

La profondità delle perdite esistenti e gli sforzi per mantenere in vita quel sistema alla fine si sarebbero combinati in una miscela esplosiva, che partendo da quel 9 agosto sarebbe arrivata a una vera e propria fuga dai mercati Gppw download.

Quel giorno non solo svelò il disordine in cui operava l’industria finanziaria mondiale. Illuminò anche i modelli comportamentali che hanno contribuito a accentuare la crisi, in particolare l’aspettativa degli investitori che i banchieri centrali e i governanti sarebbero intervenuti quando i mercati avessero cominciato a scendere.

Il 9 agosto, per esempio, un picco raggiunto dal tasso interbancario a breve termine, il Libor, spinse i banchieri centrali ad entrare in azione, immettendo liquidità sul mercato e promettendo un ulteriore sostegno 사일런트 노바 다운로드. Questi sforzi allora ebbero successo, ma non generarono alcun incentivo ad aumentare il capitale delle istituzioni finanziarie e ridurre il grado di indebitamento, cosa di cui i mercati avevano un disperato bisogno.

In definitiva, questi comportamenti tutti insieme hanno contribuito ad innestare un ciclo ricorrente di panico e di intervento che non sarebbe stato interrotto fino a quando, nel 2008, i governi degli Stati Uniti e dell’Europa furono costretti a scendere in campo per risolvere la crisi appesantendo i rispettivi bilanci pubblici 워크래프트3 리포지드 다운로드.

Guardando le cose a dieci anni di distanza, è chiaro che ci sono stati cambiamenti. La parola subprime è stata bandita dal lessico. Le banche sono meglio capitalizzate e più liquide. Gli investitori sono costantemente alla ricerca di squilibri che potrebbero segnalare una catastrofe di mercato in arrivo.

Tuttavia, la dipendenza dai mercati dalla generosità delle banche centrali sembra ancora largamente operante 다운로드. Il declino degli indicatori di volatilità e l’aumento delle valutazioni di tutti gli strumenti di investimenti sembrano far presumere che qualsiasi shock di mercato o recessione economica possa essere contenuta in maniera appropriata. Forse alcune lezioni sono più facili da imparare di altre.

Via Milano Finanza

Categorie Mutui e prestiti,News

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